Terezin

Vedo i ragazzi di Terezin
in gruppi scomposti
addossati come le pietre
del cimitero ebraico,
con i sassi raccolti come fiori,
con i biglietti a capo chino,
senza più berretti, aspettando
di tornare alla vita
nel ghetto sicuro,
nella Sinagoga dalle luci rosse
e delicate dei lumini.

3 gennaio 2004

8 commenti (+add yours?)

  1. willyco
    gen 27, 2012 @ 14:51:29

    Quando visitai Terezin provai una profonda commozione, e il ricordo non se n’è più andato. Che un ghetto possa essere un posto sicuro è una riflessione profonda su quello che può fare l’uomo sull’uomo quando minaccia l’unica cosa che non dovrebbe mai essere in discussione, ovvero la sua integrità fisica e mentale.

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  2. giannica
    gen 27, 2012 @ 16:51:29

    Ti ringrazio per aver colto in queste poche parole la chiave del mio pensiero.
    Grazie Willyco

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  3. laurin42
    gen 27, 2012 @ 21:01:58

    Non si può non ricordare.
    Imparare dalle esperienze è prerogativa degli esseri umani.
    E la scuola è il primo luogo dove si deve ricordare.
    Per ribadire i valori dell’Uomo.
    Per vivere secono i Valori.
    Love
    L

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  4. giannica
    gen 28, 2012 @ 11:01:27

    Ciao Laurin 42, Uomo, Valori e Scuola su questo dobbiamo confrontarci, e far capire che siamo tutti uguali anche se diversi. Non dobbiamo dimenticarlo.
    Grazie e un sorriso
    Gianni

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  5. tinamannelli
    gen 29, 2012 @ 15:36:08

    I versi sono molto belli ma anche tanto dolorosi. Vorrei tanto che non succedesse mai più una così grande tragedia. Purtroppo oggi leggo di troppo odio verso il diverso, l’uomo non ha ancora capito che non ci sono diversità. Di qualsiasi colore o religione il sangue che scorre nelle vene è sempre rosso: colore di vita e di passione. Unità e rispetto e poi cerchiamo di comunicare questo pensiero ai ragazzi, perchè noi che siamo dobbiamo tenere vivo il ricordo.

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  6. Lidia Are Caverni
    gen 29, 2012 @ 15:47:11

    Si insegna a vincere il razzismo nella famiglia e nella scuola. I bambini piccoli non si vedono diversi, si accettano belli e brutti, neri, bianchi e gialli, è la formazione che ricevono che li rendono razzisti. Non basta un giorno a tenere vivo il ricordo di quel che è stato, ma l’assidua presenza quotidiana.

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  7. anna1962
    gen 29, 2012 @ 16:08:51

    Caro Gianni, attraverso le tue parole scarni ed essenziali,intrise di un’umanità profonda, rivivo la tragedia di chi non aveva più voce e faccio mio quel dolore restituendo dignità e leggittimando lo stesso. Diamo voce noi a quelle povere vite, solo così il loro morire non sarà stato vano. Un abbraccio di bene

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  8. giannica
    gen 30, 2012 @ 17:01:22

    Care amiche le vostre riflessioni sono le mie e la loro condivisione allarga il cuore dichi, come me in questo momento ha solo voluto prendere posizione, contro ogni negazionismo e contro ogni indifferenza.
    Grazie Anna, Lidia, Tina che hanno pubblicato i loro commenti, ma anche un grazie a Josè, Fausta68 e Little Explorer per il loro “like this”.
    Un abbraccio e buona vita sempre
    Gianni

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