Maleodore ficcante
mia lenta rovina,
ti insinui nei meandri
risali la china.
Consciamente impotente
provo a lottare,
chiudo porte e finestre
ma son costretto a respirare.
Nocive sostanze
conquistano i polmoni,
e ogni giorno che passa
vivo mille frustrazioni.
Com’è piccolo il mondo
dove un battito d’ali,
irradia veleni
negli anfratti lontani.
Non c’è scampo
siam spacciati,
tristemente guidati
dalle nostre mani.
Sogni e speranze
fuggon lontani,
e i miei occhi annegano
nelle mie meste lacrime.


Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
In questo nostro Paese pieno di poeti e altro di piu’, non avevamo bisogno di un cantore straniero. Ma per quello che dice è encomiabile e umano. Non so purtroppo come affrontare un problema annoso in questo momento di gravissima crisi. Come fare per trovare una occupazione a quei disperati quindicimila dipendenti dell’ILVA ? Perché i precedenti giudici non sono intervenuti contro la Società invitandola a progettare sistemi di depurazione? E cosa hanno fatto i politici pugliesi per costringere gli amministratori dell’ILVA ai fini di un serio intervento ? Non credo sia giusto – con riferimento ai giudici – che i cittadini di Taranto siano messi gli uni contro gli altri. Ci sono tanti metodi per risolvere problemi di questo tipo, prima ancora degli interventi giudiziari.
Lei, Signor Poeta, continui a poetare, ma oltre a occuparsi della puzza e delle eventuali conseguenze anche mortali, scriva qualcosa a sostegno dei lavoratori.
Gentile dr. Mazza,
mi fa piacere ricevere un suo commento sul mio blog. Le faccio i miei complimenti per la sua importante attività letteraria.
Non mi sento un poeta ma ho provato a raccontare la storia di un semplice pensatorecittadino che vivendo in un quartiere (penso al quartiere Tamburi di Taranto) subisce questa situazione da circa 60 anni.
Condivido con lei la riflessione relativa al lavoro e alla difficile prospettiva di quei 15 mila lavoratori + famiglie + parenti.
Attraverso il testo ho provato a rappresentare lo stato d’animo di un giovane ragazzo che vive a Taranto e che difficilmente può scegliere se respirare o meno quell’aria che di certo è inquinata. Non solo grazie all’Ilva ma penso all’Eni e le altre aziende del petrolchimico (le famose cattedrali del deserto imposte dall’alto, dalla politica).
Ci sentiamo presto. Attendo il riesame per capire cosa ne sarà del destino di Taranto, dell’Italia e penso anche un po’ dell’Europa
http://comitatopertaranto.blogspot.it/2012/08/pollution.html#links
http://www.ilportaledelsud.org/pollution.htm
http://culturasalentina.wordpress.com/2012/08/02/pollution/
http://www.larecherche.it/testo.asp?Id=868&Tabella=Pensieri
Grazie Medina per il tuo contributo. Sarai sempre la benvenuta
http://c8line.blogspot.it/2012/08/pollution-di-jose-pascal.html
Ho finalmente aggiunto la tua poesia sulla Valigia di Caffè: http://www.flavialtomonte.com/2012/10/pollution-in-parole-semplici/
Buon fine settimana e grazie per il contributo!