La filastrocca della ‘Principessa calva’ posted by Michela Petoletti

Principessa calva al mare

Vien dal mar la Principessa
da uno scoglio si è staccata
con la gonna che si è messa
la conchiglia qui è balzata

Principessa calva primo piano

Il suo capo è liscio e tondo
senza pettine né orpelli
lei si aggira per il mondo
a inseguir i sogni belli

Principessa calva ritratto

Camminando un po’ danzando
lei va in cerca di occasioni
il suo scopo canticchiando
è trovar il suo tra i mille nomi

Principessa calva torre

Forse è il caso di fidarsi
di un segnale in cui inciampare:
“Segui il filo che può darsi
la tua strada puoi trovare”

Principessa calva's city

Così grazie al filo rosso
ha scovato una dimora
testa in aria a più non posso
la cipolla brilla ora

Lei da là osserva la gente
case strade terra e cielo
e poi vaga la sua mente
se la notte abbassa il velo

Dal suo nido la città
appariva triste e scura
il suo suono un gran fracasso
e la gente fredda e sola

Così in sogno lei cantava
melodie e suoni vari
la sua voce spumeggiava
sopra i tetti e sui binari…

 

Visitate il sito personale di Michela Petoletti per mirare i suoi lavori (art and illustrations): http://www.michelapetoletti.it/

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One thought on “La filastrocca della ‘Principessa calva’ posted by Michela Petoletti

  1. Ed un eco ancor lontano
    le sembrava di sentire,
    rispondeva piano piano
    era come un divenire

    Mormorava lento lento,
    chissà cosa: non capiva,
    sillabe palpitanti nel vento
    percepiva. ma non sentiva

    Poi tutto divenne chiarore
    la città era un bagliore
    le persone di buon umore
    il suo nome un caldo sentore

    Zucchero e vaniglia
    una meraviglia,
    l’estasi dei sensi
    sparisce se ci pensi

    Il mio nome in confidenza
    forse sapere vorrai
    un segreto della coscienza
    che conservare saprai

    Mi chiamo Poesia,
    un filo blu mi trattiene
    legata al cielo e al mare,
    un filo rosso mi trattiene
    legata alla città, alla sua gente.

    Poesia di vita quotidiana
    senza capelli
    la vita appare strana
    senza pettine ne orpelli
    senza uso di cappelli

    Per una malattia
    che tutto si porta via,
    ma poi torna la luce
    intrappolata nella tua voce

    La tua voce che mi chiama
    la tua voce che mi ama
    la tua voce che non mi lascia andare
    la tua voce che è così facile amare.

    Ho visitato il tuo sito e i tuoi disegni mi sono piaciuti molto, così ho pensato di dirtelo con queste mie sciocche parole in coda alla tua bella filastrocca.

    Un grosso ciao. Cristina

    cristina.conti240@gmail.com

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