Sulle gru fredde

Sulle gru freddeSui tetti

di notte
fra tutti gli studenti
che sono foglie incolori
che non domandano a nessuno che ora è
sopra le gru fredde
dove si arrampicano gli immigrati
per risposarsi
e per urlare una libertà che non hanno
in mezzo a tutti i cortei dei poliziotti in costume
che picchiano i loro figli nelle piazze più famose
sui carrarmati che ci entrano in casa
senza far rumore, calpestando i libri che non ho ancora letto
fra i contadini sudati
nelle strade delle nostre paure ventose
nelle università occupate da soldati con le converse
nelle industrie intossicate
dai soldi che non bastano mai
nelle case dei registi,
che quando si suicidano piango come un bambino,
che parlano di Rivoluzione a 95 anni
e non sapranno mai che è soltanto un’altra rivoluzione,
con la erre minuscola.
Nelle scritte rosse degli striscioni,
“fra lunghe carezze finite sul volto”
fra l’abbraccio incandescente di tutto questo
il mio cuore zoppo vorrebbe parlarti non smettendo mai
nemmeno per rincorrere gli anarchici
che abbandonano il campo di battaglia.
Nemmeno per assaggiare il vento con la punta delle dita.
Vorrei illuminarti come fanno i poeti,
quando parlano di una passante che non li guarda.
E’ qui,
mentre provo a raccontare a tutti
la tua insonnia contagiosa,
che vorrei leggerti tutte le poesie del mondo.

13 thoughts on “Sulle gru fredde

  1. la speranza di voler cambiare le cose è la fiamma vitale che ci contraddistingue nelle grandi imprese. Amore, lotte per i diritti civili, ideali, uguaglianza, rispetto, parlano una sola lingua. Quella del cuore.

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  2. Posso dirvi che gli eventi descritti in questi versi li ho vissuti in prima persona. Sono uno studente universitario in lotta. Alcuni (dei pazzi) mi hanno definito un “poeta in trincea”, i poeti che scrivevano le loro lacrime e i loro sorrisi anche con il terreno o la polvere da sparo, mentre in superficie accadeva di tutto. Il loro ruolo è stato fondamentale. Questa però per me è una definizione troppo grande, troppo. Io sono uno che guarda con altri occhi, con gli occhi degli altri. Grazie a tutti per gli apprezzamenti.

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  3. Bella, la poesia.

    Sono stato anch’io uno studente occupante, unire le iniziative dei lavoratori e degli extracomunitari con quella studentesca è cosa basilare… l’unica cosa che posso dirvi è: cercate di non ritornare al privato, dopo questa ondata di proteste. Strutturatevi come movimento stabile, ce nè davvero bisogno.

    Apo

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