I ventotto comandamenti

Non chiedetemi se sono stanco
non fatelo con la voce bassa
non ditemi di non camminare
sono ancora troppo occupato
non domandatemi dove sono le vostre idee
io so dove non trovare le mie
Non urlate frasi rossastre
tenetele nelle tasche scucite
non ubriacatevi di notte
di giorno è troppo interessante
non chiamatemi uomo
non chiamatemi donna
non chiamatemi e basta
resta qui, in queste pieghe malconce delle strade,
il nome di tutti.
Non ascoltate quello che sto dicendo
accartocciatelo tra le vostre vene
non respirate troppo
il vento vi trafiggerà
non opponetevi
non protestate fra le strade
non combattete nelle zone rosse
distruggete le zone rosse
protestate anche sulle cime delle montagne
non parlate di me a nessuno
spiegategli cosa non sono riuscito a fare
non scioglietevi in nome della legge
sciogliete la legge e il suo nome
non programmate i vostri pomeriggi
troppo tristi per dirli a parole
non piangete mentre avanzate
non rivoluzionatevi la domenica
rivoluzionate tutto ogni giorno
non cadete sul nulla
in un bicchiere di vino
in una pozzanghera statale
non sorridete ai marciapiedi morti di solitudine
non scriveteci su i vostri ponti distrutti
non sussurratemi le mie qualità insoddisfatte
sapete solo cosa non posso essere
non arrampicatevi alle finestre che colano dai palazzi
ai pali della luce svenuti
ai rami ossessionati dalle foglie
alle monete nei piattini dei suonatori
non presentavi mai al silenzio
non vi ascolterà
non dimenticate i nostri giorni di vento
e
soprattutto
non ripetete mai la parola non in una poesia.

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11 thoughts on “I ventotto comandamenti

  1. Posso solo dirvi che ho scritto queste parole durante l’occupazione della Facoltà di Lettere di Bari, tra il 6 e il 9 dicembre. Il mio intento è stato quello di spronare gli studenti indifferenti a partecipare alla lotta. E quindi ho utilizzato questi “comandementi” di modo che li infrangano e non li rispettino. Penso che per provare a cambiare davvero le cose bisogna in qualche modo non rispettare le regole che ci vengono imposte.

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