Il bastone

Lui l’ha aspettata dentro, seduto davanti all’altare.
Accanto a se ha il suo bastone, l’unico rimasto ora che lei non lo potrà più essere.
Stavolta e’ stato lui ad accompagnarla e non sarebbe mancato per nessun motivo al mondo, oggi.

In mezzo alla marmaglia di parole, seppur recitate tra grani del rosario, spalmate d’unto in una predica che sa di comizio, sussurrate ad alta voce dalle cornacchie in processione, ci sono solo loro. Tutto il resto sta alle spalle, anche il prete che e’ loro di fronte ad intrattenere la platea.

Devo ammettere che e’ alquanto preparato, e poi,  i fiori sono freschi, l’organo spurga bene dalle sue canne e la Clivia si sente come al solito una mezza nota sopra tutte.
Anche quelli della ditta sono sempre impeccabili;  ti tolgono un sacco di pensieri, e poi, ora son anche comodi con un ufficio nuovo di zecca al paese.

Ed è così che la gente con leggerezza accompagna, a momenti si spintona per seguire il cuscino di gigli e rose; in fila per una manciata di terra da buttare nella fossa e un  frettoloso abbraccio  come timbro di presenza.

Lui invece siede ancora di fronte all’altare, solo la schiena leggermente più  ricurva. , accanto a se tiene lei, il suo bastone da sempre e tutto il resto finalmente è fuori.
Dona

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5 thoughts on “Il bastone

  1. La vita e’ fatta anche di momenti tristi come questo, che li vogliamo cogliere o meno. Certo è che, anche dai momenti tristi, possano nascere buone cose, certe volte le migliori.
    Un caro saluto e grazie a voi
    Dona

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