Ho dovuto guardarti con la coda dell’occhio

Fermati qui,
a quest’ora del pomeriggio
fresca
di sole lontano, di luna invisibile
fermati
io no ci sono.
Sono andato a rapire qualche treno
in qualche pozzanghera suicida,
ma mi addormento alla prima fermata
e sogno nuvole rosse
ciclamini bianchi che sorseggiano rugiada.
Sono andato a raccogliere pietre
di tutte le forme
le più strane
fra tutti gli oceani assetati,
assetati di te, di me
delle nostre minuscole vite diverse.
Non ci sarò
ma tu resta ferma lì
anche in piedi
o seduta per terra
mentre ti sistemi i capelli dietro l’orecchio destro.
Ti vedrò e me ne andrò
improvvisamente
e senza che me ne accorga
alle tre del mattino
o alla luce delle stelle,
che non domando mai
che non sanno essere curiose.
Camminerò a occhi chiusi
per ogni singola strada affollata
su tutte le scarpe che mi regaleranno.
Ti vedrò passare
con il cuore aperto e gli occhi nelle mani
aggrappata alle finestre verdi
che ti invidieranno e ti malediranno.
Ti scriverò,
una penna e un foglio,
e sui muri che piangono.

Fermati
devo andare
ti bacio dalla finestra.

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3 thoughts on “Ho dovuto guardarti con la coda dell’occhio

  1. l’ho letta e riletta….
    vorrei che tu me la spiegassi…
    altrimenti ci son dei passi che non capisco…
    è amore segreto che se ne va?
    inconsapevole di quanto lei sia importante…
    difficile capire …l’animo dei poeti spesso è burlone…
    cmq….è molto carnale…

    Mi piace

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