Il cerchio di gesso

Parlando di te, del tuo presente, usi parole dense, come si fa tra vecchi amici, che si sentono con il piacere dell’altro. Ed hai concluso con il presente, non con il passato. 

Ho chiuso il cerchio, adesso mi sento in equilibrio. Serena.

Nella mia mente si è disegnata una circonferenza tracciata col gesso, un braccio che ruota sul perno del corpo, il segno per terra. E tu dentro una prigione facile e difficile. Da superare con un balzo, come tutte le prigioni della volontà. E invalicabile.

Hai mai pensato che il cerchio rappresenta la perfezione e la divinità, ma che né l’una né l’altra sono serene? La perfezione quando cessa di essere tensione non ha più coscienza di sé ed il cerchio viene superato come immagine, lasciando qualcosa di indifferente al mondo ed immoto.

Ma da quanto capisco, il tuo cerchio di gesso, è una serie di equilibri, un trovare la misura del desiderio. Vivere il giorno, con il pensiero del futuro domestico e trovare un equilibrio, è una forma alta del vivere.

Altri cercano molto di più e si abbattono schiantati appena fuori del cerchio di gesso. Oppure esasperano la tensione sino a realizzare che solo l’insufficienza ed il limite ci possono accompagnare perché perfezione e purezza non sono concetti sovrapponibili, ma al massimo tensioni irrisolvibili del Tutto. Solo i bambini possono pensare di essere davvero Tutto. 

Sono pensieri silenziosi, nessuno tornerà mai bambino, ma gli occhi possiamo pulirli. Dal tempo, dalle urgenze, da ciò che non conta davvero e giocare con il cerchio di gesso. A volte tu, a volte io, a volte nessuno perché è scesa la sera e nessuno gioca più.

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One thought on “Il cerchio di gesso

  1. Prigione? Certo, se lo è, è una prigione facile e gentile dalla quale è possibile evadere, superandone i confini, non solo con la volontà ma anche con la ragione.
    E’ una serie di punti tutti uguali e tutti semplicemente equidistanti da quello centrale. Può inscrivere sulla sua circonferenza interna un perfetto quadrato, imprigionandolo ma, a sua volta, sulla sua stessa circonferenza esterna può essere costruito un altro quadrato, altrettanto perfetto che, a sua volta, lo imprigiona. Quindi può essere guardiano o prigioniero. E’ bivalente e tutti possiamo giocarci perchè se è vero che, di norma, solo i bambini sanno fare giochi importanti è altrettanto vero che in ciascun adulto, in ciascuno di noi, c’è un angolo magico nascosto dove sonnecchia e sorride il bambino che siamo stati ed al quale piace, a volte, giocare ancora.
    Perchè il nostro cerchio, il cerchio della nostra vita è perfezione sino a quando nessuno ne turba, dall’esterno, il suo, il nostro equilibrio.

    Oggi anche a me, come vedi, è piaciuto giocare. Grazie di avermi stimolato a farlo.

    Buon pomeriggio e buon WE. Ciao.

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