Fili d’erba della memoria posted by Salvatore Armando Santoro

Emozionarsi per dei fili d’erba

di cui conservi un’orma nella mente

gioia provar nell’anima superba

al loro dondolare mollemente.

E ritrovarsi ancor nella frescura

d’estati di cui ancor conservi traccia

mentre percorri questa calle dura

di lavoro che scava solchi in faccia.

Vederti ancora sul tratturo antico

con le fascine d’erba strette in mano

raccogliere dai rami qualche fico

pensando ai tanti amici ormai lontano.

E mentre il mio destino maledico

l’orme mie lascio sulle crete al piano.

Salvatore Armando Santoro

(Matera 28.2.2010 12,56)

(Attraversando il 28.7.2010 la piana cretosa del materano)

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7 thoughts on “Fili d’erba della memoria posted by Salvatore Armando Santoro

  1. Tu certo non potevi immaginare che anche io sono di quei luoghi e me li porto dentro e sono un tutt’uno con me, sono fatta di terra che frana e sassi, di arsura, di sapori , di odori e lì, in quella terra affondano le radici della mia essenza. molto bella la tua poesia, mi ha riportato, appunto, a quei luoghi che fanno parte della mia memoria.

    • AD ANNA
      Se una poesia emoziona una lettrice allora vuol dire che il poeta ha colto il segno. Ma l’emozione è stata immensa anche per me quando, attraversando la pianura maretana nel luglio dell’anno scorso, fui colpito da diversi cespugli d’erba che da ragazzino raccoglievo per i nostri conigli. E mi fermai in una piazzola sulla Basentana a scrivere questi versi ed appuntai anche località, la data e l’ora. (Matera 28.7.2010 12,56)

  2. AD ANNA
    Se una poesia emoziona una lettrice allora vuol dire che il poeta ha colto il segno. Ma l’emozione è stata immensa anche per me quando, attraversando la pianura maretana nel luglio dell’anno scorso, fui colpito da diversi cespugli d’erba che da ragazzino raccoglievo per i nostri conigli. E mi fermai in una piazzola sulla Basentana a scrivere questi versi ed appuntai anche località, la data e l’ora. (Matera 28.7.2010 12,56)

  3. Certamente è così come dici tu: una poesia emoziona nella misura in cui va a toccare corde che accendono ricordi o che comunque fanno vibrare l’animo mettendolo in contatto con il proprio vero io, quello sacrificato, sepolto, da tanti anni di fughe da sè. Il merito va comunque al poeta!

  4. Un saluto all’amico Salvatore Armando Santoro.
    Una poesia, una volta scritta, non appartiene più a colei o colui che l’ha scritta ma a tutti coloro che sanno ritrovarsi in quelle parole. E’ questa la gratificazione più importante, arrivare al cuore del lettore come è accaduto ad Anna.
    Grazie !
    mara faggioli

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