Machu picchu posted by Luigi Cardarelli

Fu proprio salendo su per la gola del rio urubamba,con i muli e un contadino,
che Hiram Bingham scoprì questa città perduta di Machu Picchu;in vero cercava
Vilcabamba,ultima capitale del regno inca,ma si dovette accontentare di questo
che ormai è considerato,uno dei siti archeologici più belli al mondo.Oggi si
parte da Cuzco in trenino,o ferrocarril,e si scende ad Aguas Calientes,un bel
paese con alberghi e buoni ristoranti oltre ad un variopinto mercato.Da qui gli
ultimi 20km. si fanno con comodi bus ma per i duri,gli sportivi,c’è il “camino
inca”,il sentiero antico che porta ai 2600 mt. della città perduta.Entrando
alla biglietteria la ragazza in inglese mi disse “sir,ti serve una guida?” ,
portava il giubbetto con scritto “guia” ed io sorridendo le risposi”grazie
amica,ma io sono la guida!”.Dopo due o trecento metri apparve il sito,
annunciato dalle migliaia di scatti delle fotocamere digitali e da effusioni,
baci,carezze;si quassù tutti si amano,di fronte al bello,al creato,all’ingegno
dell’uomo.Eppure in Perù esistono siti di maggior interesse esoterico,storico,
archeologico,come Nazca,Ica,Il Sacsahuaman,siti che probabilmente segnalano la
presenza di una parte della storia sconosciuta,ma questo è considerato uno dei
posti più belli al mondo,una cartolina della bellezza assoluta.Machu Picchu è
una delle più belle meraviglie del mondo ed è il biglietto da visita turistico
non solo del Perù ma di tutto il sudamerica.Il verde bottiglia intenso della
foresta tropicale si staglia contro il grigio quasi lucente delle costruzioni
incas,mentre sotto di 400 mt.,l’Urubamba sembra un serpente che striscia ai
piedi di un gigante.Se il cielo è azzurro terso in pochi minuti può diventare
scuro di nubi e si ha l’impressione che alzando un braccio si possa afferrarne
una,tanto sono basse e vicine.I “puri” dicono che questo spettacolo è niente di
fronte al momento magico dell’alba,quando il sole fa il suo ingresso qui,fra le
montagne andine.Lasciate le guide,tanto ne sapevo quanto loro,qualcuno mi
chiamò per delle foto,altri mi chiesero di storia;tutta gente seria,simpatica,
acculturata,tante belle ragazze,brasiliane,argentine,americane,tante europee, tutti con i loro libri e le loro guide.Forse Pachacuti il “sommo” imperatore

fece erigere questo luogo di studi e religione ,però il tutto benchè recente
(1450) è avvolto nel mistero,nel magico percorso storico delle ande basse che
racchiusero la più grande delle civiltà precolombiane.Intorno alle 3 i 1500
turisti si diressero verso i bus ed il pranzo,anche io detti un ‘ultimo sguardo
al luogo,sognando la mia bellissima ragazza lasciata lassù,nel calore
dell’amazzonia.Il bus iniziò a scendere inseguito,per le scalette dei tornanti,
da un bambino simpaticissimo e urlante,vestito da guerriero inca.Al ponte in
fondo,il bus si fermò e salì tutto sudato il bambino che protese la mano per
chiedere;dai miei conti fece più di 10 dollari,erano tutti sorridenti e di buon
umore i turisti.Nessuno d’altronde avrebbe potuto negare 1 dollaro all’ultimo
dei guerrieri incas,all’ultimo dei signori delle ande,nessuno poteva negare
qualcosa ad un figlio del dio “Inti”.
enero 2007   ande peruviane
LUIGI CARDARELLI
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