La stanza della duchessa posted by Domenico Ruggiero

Mi incontrai con Beatrice D’Este, per caso a passeggio per Bitonto, mio paese d’origine, qualche mese prima della sua investitura a Duchessa di Bari. Era il 1491. Io avevo a suo tempo più o meno la stessa sua età ed ero conosciuto come il mago di Bitonto.

Ah! Che ricordi … quei momenti. Adesso sono rinato di nuovo a Bitonto … e sono ingegnere … ma il mio ricordo va a quei giorni …

Ero sì … un prestigiatore … ma ogni tanto le mie facoltà paranormali venivano fuori e mi rendevo utile per tanti compaesani che restituivano i miei favori con mezzi necessari a sopravvivere.

Ricordo perfettamente che notai la sua immagine, i suoi vestiti particolari, le sue scarpe… (una scarpa però era sporca) … e l’afferrai a me con la mente …

Ella, con una scusa banale, mi si avvicinò chiedendomi dove potesse trovare un balsamo per ripristinare la sua chioma, sciupata a causa di un vento impetuoso … che io nel frattempo avevo fatto salire … proprio per avvicinarla.

Il mio sguardo fluido la colpì intensamente e diventammo subito amici …

All’improvviso un giovane, dal bell’aspetto, Lodovico il Moro, si avvicinò dicendo che non aveva trovato niente di bello da un mercante che si trovava nella zona …

Restò anche Lui stupito della nostra conoscenza e premuroso le chiese se tutto andava bene …

Rassicurato in un battibaleno, Ella me lo presentò … e nel giro di pochi minuti … ridevamo di gusto per la mia affabilità, il loro buon umore e la gran voglia di uscire un po’ dai ranghi costituiti …

Fu allora che, dolcemente convincente, e sicuro dei fatti miei, li convinsi a salire sul bastione dove abitavo.

Lì avrei dato alla dolce Beatrice l’unguento profumato che, oltre a sistemarle i capelli, le avrebbe dato un po’ di salute in più. Mi accorsi, infatti, che era cagionevole di salute e volevo aiutarla un po’.

Salimmo su. Entrammo in una delle mie stanze, quella che poi avrei chiamato la stanza della Duchessa … e non vi dico la meraviglia di Beatrice e Lodovico …

Alambicchi che emanavano profumi da Re … sfarzi di luce proveniente da cristalli che illuminavano la stanza … insomma si accorsero di stare nella casa di un mago Buono … che aiutava la gente …

In primis, feci loro assaggiare una tisana … per la verità la faccio ancora oggi … menta … succo di pesca … semi di melograno appassiti …  e altro che non posso divulgare …

Poi, da un sacco tirai fuori un contenitore … spalmai la crema sul suo viso … sui suoi capelli … e lei raggiò bella come nessuno l’ha mai vista …

In quella zona … esiste ancora il suo profumo, il suo sorriso, la sua gratitudine.

Le ore erano passate e si era fatto tardi. Ci accommiatammo e, salutandoci, ci promettemmo fraterna amicizia.

Le dissi che a Vigevano l’avrebbero amata per sempre. Lei mi baciò sulla guancia.

Lui mi strinse la mano. Dovevano partire perché alcuni amici li aspettavano.

Non li feci tardare più di tanto. La sganciai dal mio cuore.

Oggi la rivedo più splendente che mai. E siamo in un’altra era.

A proposito … senza dirle niente … quella scarpa sporca si ripulì …

E tutte e due le scarpe avevano il luccichio dei diamanti.

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