L’arte di essere una barbona posted by Anna de Rosa

Volere il più possibile e conoscere il più possibile è stata la massima che ha guidato la mia vita. La Volontà è infatti l’elemento che assolutamente mi ha caratterizzato ,infimo e spregevole in noi  è l’orrore della miseria: bisogna nasconderlo come si nascondono i genitali, benché siano entrambi le radici del nostro essere!

La mia vita è un romanzo, e non si può valutare con un metro di paragone a quella degli altri, no non con una misura proporzionata alla gente comune, che non vive altra esistenza se non   limitata  ai fabbisogni della quotidianità!

Per questo non devo turbarmi se penso a quanto mi manchi ciò che fa parte della regolare vita dell’individuo: ufficio, casa, vita sociale, compagno e prole. L’esistenza degli esseri comuni si risolve in questo. La mia vita invece è una vita intellettuale, il cui procedere e l’indisturbata operosità devono dare frutto nei pochi anni della piena forza mentale. La mia vita personale è soltanto la base di questa vita intellettuale, essere qua è solo un elemento del tutto subordinato, non mi fido più e non credo nell’ umanità, mi hanno ferita umiliata mi hanno reso invivibile il vivibile, mi hanno resa invisibile! Allora un giorno affranta dalle ultime delusioni ,capitatemi tutte nel giro di due mesi! Ho fatto una strage … poi altro che invisibile ero con la faccia di gomma su tutti i giornali , in tv ,quelle trasmissioni speculative sui drammi umani  ci gozzovigliavano e mettevano mani ovunque nella mia vita setacciavano minuziosamente il mio passato !

La psicologa me lo aveva chiesto, anni prima l’avevo già incontrata per una consulenza e glielo avevo detto :ho una depressione lucida e consapevole ,non riesco a trovare una buona motivazione per stare al mondo,però vorrei vedere il futuro dei miei figli , no non voglio nipoti ! anche se poi me li hanno dati! E vorrei finalmente essere una artista! Vorrei vivere solo d’arte ,ma ho un quotidiano infernale , covo il rancore ,distillo l’odio in veleno e sogno sempre di andare via ,sola voglio stare sola! E invece sono condannata a condividere il mio vivere con una famiglia che non è un porto d’affetto ma un gruppo di persone che si sopportano a vicenda! e poi la gente che ho conosciuto non mi è stata mai di vero aiuto ,ha preso da me dal mio sapere dalla mia disponibilità…ma poi non mi danno importanza … allora l’ho deciso ,sì la pistola l’ho presa a mio cognato militare a sua insaputa ,no non ho organizzato nulla l’ho fatto e basta ! sì ho detto Basta! E l’ho fatto!

La puzza della polvere degli spari ,tutto si colorava di rosso ,mi sono chinata in quel rosso ne  ho intinto le mani e me le sono passata sul viso…forse ne ho ancora grumi appiccicati ai capelli…

li ho aspettati ,sapevo che qualcuno del vicinato li avrebbe chiamati ,sono arrivati mi hanno pregato di seguirli ,io continuavo a guardare il rosso…

poi mi hanno fatto domande ,mi hanno lasciata sola in una camera sapevo che mi guardavano da qualche parte a me celata, poi è entrata la psicologa ,ci siamo riconosciute…ma ho capito che non capiva nulla…non aveva capito nulla neanche anni prima come fanno questi a capire le vite degli altri se hanno in confusione la loro vita??

ho detto che dovevo andare in bagno…là in un armadietto c’era un camice ,un berretto ,l’ho indossati e sono fuggita approfittando della loro distrazione e della mia invisibilità…

Ho vissuto vagabondando,rovistando nei rifiuti ,rubando alla natura e ai buoni di cuore, ho condiviso cibo avariato con i cani con i gatti con i  topi.

Non è stato  facile, i miei  occhiali sono rotti, mentre

ho avuto un sacco di problemi da risolvere e, se devo essere sincera, ero quasi rassegnata a non aspettarmi granché.

Be’, sentite: può darsi che quello che dico vi sembri retorico e sentimentale, ma stasera, in questa fetida baracca che ho occupato,al di là del parco, è accaduto qualcosa: me ne stavo a sedere lì, nel buio, e all’improvviso ho sentito dentro di me che per la prima volta mi ritornava a battere il cuore. E ho allargato le dita della mano sul cuore, poi ho stretto a pugno la mano, per agitarla lentamente

in segno di forza, senza dire parola, ma non parlavo ormai da anni, socchiudendo un occhio e sporgendo il labbro inferiore inumidito in una smorfia di trionfo e orgoglio ho pensato “questo gelo mi ucciderà stasera e sarà una morte coi fiocchi di neve”.

Poi sono scoppiata a piangere dalla gioia. Ma  limitata dalle ossa doloranti, tremante,  ho  cercato la foto, eravamo tutta la famiglia in festa con amici ,macchiata di rosso:

Ma se ami chi ti sta uccidendo, non hai alternative. Come puoi scappare, come puoi combattere se non ti comprendono?e a lasciarli  feriresti i tuoi sensi di colpa? Se la vita è tutto ciò che hai da offrirgli, come fai a negargliela? e finalmente  giunge l’ora di concludere,  è meglio piantarla qui e  farsi una bella dormita eterna!

“Ci vediamo, a domani!”, gridarono, felici i bambini,esausti dei giochi fatti all’aperto e correndo verso casa uno si staccò e corse a fare la pipì nella baracca lì vicino ma entrò e uscì urlando, entrarono pure gli altri ,si resero conto   e uscirono a prendere aria, satura del balsamico profumo di terra e fiori appena sbocciati. Era la prima volta, dopo aver visto il cadavere in putrefazione ,che  si accorgevano dell’avvento della primavera!

One thought on “L’arte di essere una barbona posted by Anna de Rosa

  1. Terribile ma bellissimo. Lo leggo come un bel testo ma penso che purtroppo non è lontano da certe realtà di povertà, quella povertà che è solitudine, incomprensione, mancanza d’affetto…..

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