Jingle jangle morning posted by Paolo Merenda

Ci sono alcune canzoni pubblicate al momento giusto, che restano sulla bocca e nella mente di un certo tipo di persone per un periodo più o meno lungo, e ci sono altre canzoni che superano il concetto del tempo e della fetta di pubblico al quale sono destinate. Alcune canzoni esistono, punto e basta.È questo il caso di Mr. Tambourine Man di Bob Dylan, uscita ormai nel 1965 e che quindi si avvia a toccare la soglia dei cinquant’anni d’età. Un pezzo che tutti conoscono, grazie al ritmo e al testo. Ma se Bob Dylan ha fatto scoppiare la bomba, a raccoglierne i detriti per mostrarli al mondo ci hanno pensato i Byrds. La loro versione è quella che preferisco, in quanto arricchita da un basso elettrico e dalle melodie che si sono allontanate dal folk per avvicinarsi al rock di quei tempi.

Non è l’unico motivo per cui questa pietra miliare della musica è ricordata ancor oggi. Come accennato, ciò avviene anche per le tematiche affrontate, e di questo il merito va a uno dei più grandi artisti dell’ultimo secolo. Non è un segreto che Bob Dylan facesse uso di droghe, ed è quasi normale che nei suoi testi se ne parli, ma il modo in cui ha affrontato questo tema in Mr. Tambourine Man ha anche una forte venatura allucinatoria che ricorda un po’ alcuni testi dei Beatles. E come in Lucy in the Sky with Diamonds la droga affrontata pare essere l’LSD. “Portami con te a viaggiare sulla tua magica nave […] Sono pronto per andare ovunque, sono pronto per sfumare” è reso ancor meglio in lingua originale, con quel “Take me on a trip” che riporta il viaggio acido, grazie al termine arrivato intatto nella sua accezione fino a oggi.

Che il Tambourine Man, come, sembra, affermato dallo stesso Dylan, fosse uno spacciatore che per farsi riconoscere entrava nei locali e tamburellava con le dita sul bancone, non serve quindi a “inchiodare” l’autore del testo. Piuttosto, si nota nella scelta del personaggio una poeticità quasi unica: l’uomo che porta via dal presente, per qualche ora, chi fa affidamento a lui, emette un suono ipnotico.

All’epoca (e anche ora, se è per questo) si disse che questa canzone portava i ragazzi all’uso di droghe, cosa che non mi trova del tutto d’accordo: chi usa determinate sostanze non lo fa perché ha sentito tal canzone, ma ci sarebbe arrivato comunque. Si può sempre cambiare canzone, ciò che non si può cambiare è la mente di chi ascolta.

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