Pollution

Lo stabilimento dell'ILVA di Taranto

Lo stabilimento dell’ILVA di Taranto

Maleodore ficcante

mia lenta rovina,

ti insinui nei meandri

risali la china.

Consciamente impotente

provo a lottare,

chiudo porte e finestre

ma son costretto a respirare.

Nocive sostanze

conquistano i polmoni,

e ogni giorno che passa

vivo mille frustrazioni.

Com’è piccolo il mondo

dove un battito d’ali,

irradia veleni

negli anfratti lontani.

Non c’è scampo

siam spacciati,

tristemente guidati

dalle nostre mani.

Sogni e speranze

fuggon lontani,

e i miei occhi annegano

nelle mie meste lacrime.

10 thoughts on “Pollution

  1. In questo nostro Paese pieno di poeti e altro di piu’, non avevamo bisogno di un cantore straniero. Ma per quello che dice è encomiabile e umano. Non so purtroppo come affrontare un problema annoso in questo momento di gravissima crisi. Come fare per trovare una occupazione a quei disperati quindicimila dipendenti dell’ILVA ? Perché i precedenti giudici non sono intervenuti contro la Società invitandola a progettare sistemi di depurazione? E cosa hanno fatto i politici pugliesi per costringere gli amministratori dell’ILVA ai fini di un serio intervento ? Non credo sia giusto – con riferimento ai giudici – che i cittadini di Taranto siano messi gli uni contro gli altri. Ci sono tanti metodi per risolvere problemi di questo tipo, prima ancora degli interventi giudiziari.
    Lei, Signor Poeta, continui a poetare, ma oltre a occuparsi della puzza e delle eventuali conseguenze anche mortali, scriva qualcosa a sostegno dei lavoratori.

    • Gentile dr. Mazza,
      mi fa piacere ricevere un suo commento sul mio blog. Le faccio i miei complimenti per la sua importante attività letteraria.
      Non mi sento un poeta ma ho provato a raccontare la storia di un semplice pensatorecittadino che vivendo in un quartiere (penso al quartiere Tamburi di Taranto) subisce questa situazione da circa 60 anni.
      Condivido con lei la riflessione relativa al lavoro e alla difficile prospettiva di quei 15 mila lavoratori + famiglie + parenti.
      Attraverso il testo ho provato a rappresentare lo stato d’animo di un giovane ragazzo che vive a Taranto e che difficilmente può scegliere se respirare o meno quell’aria che di certo è inquinata. Non solo grazie all’Ilva ma penso all’Eni e le altre aziende del petrolchimico (le famose cattedrali del deserto imposte dall’alto, dalla politica).

      Ci sentiamo presto. Attendo il riesame per capire cosa ne sarà del destino di Taranto, dell’Italia e penso anche un po’ dell’Europa

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...