NIGHTFALL MOTEL: 9/12. Primavera di Parigi

Ho incontrato il Maestro Vampiro Adam a Parigi nella primavera del 1848, quasi settant’anni dopo esser diventato uno dei Sette Maestri.

Ero arrivato in Europa da pochi anni. Avevo deciso di lasciare l’America e tornare in Europa, in cui ero nato. Da Portland mi ero imbarcato su una nave per L’Inghilterra come ricco passeggero, aiutato dal mio schiavo americano. Avevo preso facilmente il controllo della nave attraverso uno statio di trance indotto. Nessuno poteva sfuggirmi, perché viaggiavamo in mare aperto, sull’oceano.

Arrivammo a Londra una notte d’inverno. Divorai il mio schiavo americano e scesi dalla nave senza esser visto. Lasciai l’equipaggio e gli altri passeggeri in uno stato di sonno febbrile. Qualche giornale riportò la notizia che si era diffusa all’interno della nave proveniente da Portland una strana malattia che aveva profondamente debilitato i passeggeri. Ma nessuno ne capì le vere ragioni.

 Lasciai Londra presto. Avevo sempre desiderato vedere Parigi. Mi feci accompagnare nel mio viaggio dal mio nuovo schiavo, Sir James, un lord inglese che conduceva affari in Francia. Avevo trovato uno splendido posto dove stare nel grande palazzo che possedeva in città.

Arrivai a Parigi nella primavera del 1848 e la città stava esplodendo dei moti popolari. Adoravo Parigi. Era il posto dove volevo stare. Le strade erano popolate anche la notte. C’era molto sangue. La gente si uccideva per la rivoluzione. Avevo ripreso a cibarmi di sangue. Potevo berlo dai moribondi che trovavo in strada o nelle case saccheggiate. Ero tornato ad apparire giovane come quando ero morto da uomo per diventare vampiro.

 Incontrai il Maestro Vampiro Adam durante quella primavera. Uscivo la notte senza problemi. Esteriormente sembravo un giovane uomo elegante, vestito alla moda, un dandy elegantissimo, pallido e schivo. Quella notte incontrai un uomo che mi fermò per chiedermi un’informazione. Quando lo guardai negli occhi percepì che quelli che mi stavano guardando non erano quelli dell’uomo ma di un’altro essere. Qualcosa di molto potente e forte. Un essere come me, un Maestro Vampiro.

 Adam mi parlò per bocca del suo schiavo. Disse che anche lui come tutti gli altri Maestri Vampiro avevano saputo di come avevo ucciso e preso il posto di Leviathan. Disse che aveva avvertito la mia presenza quando ero arrivato a Parigi. La città era il suo rifugio da sempre. Disse che avrei dovuto lasciare la città, ma che avrebbe voluto incontrarmi. Seguì il suo schiavo fino alla Cattedrale di Notre Dame. Entrammo e mi guidò attraverso l’edificio. Scendemmo molte scale. Le porte si aprivano al nostro passaggio e si richiudevano a chiave appena dopo. Il Maestro Vampiro Adam stava in una grande sala, sembrava una biblioteca antica, tra scaffali di libri e sculture, suonava un pianoforte.

Non avemmo bisogno di parlare. Le nostre menti di Maestri Vampiro potevano comunicare con il pensiero. Adam mi raccontò del suo amore per gli esseri umani, per le arti. Di come ha portato la filosofia da oriente a occidente. Dell’arrivo a Roma quasi duemila anni fa. Del suo amore per Parigi dopo.

Adam mi chiese cosa volesse dire per un uomo diventare Maestro. Era realmente interessato a me, quasi divertito dello strano gioco che il destino aveva combinato. Nessuno aveva mai pensato prima di allora che un uomo avrebbe potuto uccidere e prendere il posto di un Maestro.

Dopo Parigi iniziai un pellegrinaggio per l’Europa. Una notte, all’improvviso sentì che Adam era morto. Erano passati cinquant’anni dal nostro incontro, stava ormai finendo l’ottocento. Visualizzai nella mia mente il momento in cui fu ucciso. Immaginai che nello stesso momento anche gli altri Maestri stessero sentendo la stessa cosa. Vidi mentalmente anche il suo assassino. Non lo avevo mai incontrato di persona, ma ebbi coscienza che si trattava del Maestro Rahab, il primo vampiro ad essere creato, cacciato dal Paradiso Terrestre. Il Signore del Caos.

Continua Venerdì 30 Novembre: 10/12 Tutto è perduto

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