NIGHTFALL MOTEL: 10/12. Tutto è perduto

È notte fonda quando mi trasformo in mosca ed entro nella camera della bionda.

Lei e il suo accompagnatore sono distesi sul letto, al buio, dormono. Entro nei sogni dell’uomo. Lo trovo che sta sognando di correre in auto lungo una strada di montagna deserta. Mi materializzo al suo fianco. Prendo le sembianze di suo nonno. Gli indico di girare al prossimo spiazzo. Lui ubbidisce e gira la macchina verso una lunga strada con una salita senza fine. L’ho intrappolato nel suo sogno e non si sveglierà finche lo vorrò io.

In quel momento la bionda si solleva di colpo dal letto. Tiene gli occhi chiusi. Si è messa a sedere, meccanicamente, poi apre gli occhi, spiritata. Sono luminosi al buio come quelli di un gatto. Ho la stessa sensazione che ho avuto quando ho incontrato lo schiavo del Maestro Adam. Un altro Maestro Vampiro controlla la bionda. Ne sento l’energia.

Sento a distanza che qualcuno ha suonato al citofono del Nightfall Motel. È una coppia in auto che vuole una stanza. Risveglio Freddy Ciccione e gli ordino di occuparsi della portineria. In quel momento la bionda comincia a chiamarmi per nome. Il Maestro Vampiro Lilith parla per sua bocca. Dice che il Maestro Rahab vuole ucciderci tutti, ad uno ad uno. Che dovremo unirci.

La sua voce è dolce e ipnotizzante. Mi chiede un accordo, un incontro. Ma non le credo. Adam mi aveva messo in guardia quando ci eravamo incontrati a Parigi. ‘I Maestri Vampiro coltivano solo il loro potere’, aveva detto, ‘il loro potere la sete di sangue. Verrà un giorno in cui non ci basterà più terrorizzare gli uomini e prenderemo a farci la guerra tra di noi. Allora tutto sarà perduto. Vedrai, a te che sei nato uomo, proveranno ad ingannarti in tutti i modi. Ti mostreranno cose che non esistono e dato che non sei nato vampiro come noi proveranno a distruggerti’.

Adam mi aveva avvertito. Per questo mi ero nascosto per così tanto tempo. Non mi sentivo pronto per affrontare il mio destino. Ma ora che il momento è arrivato tiro fuori gli artigli.

Sono un Maestro Vampiro e quando voglio posso trasformarmi in un demonio sanguinario. Con un’unghiata taglio la gola alla bionda. La luce nei suoi occhi si spegne. La comunicazione con Lilith si è interrotta. Sul letto si allarga una rosa rossa di sangue. Divoro la bionda senza lasciarne traccia. Poi senza neanche provare a risvegliarlo entro nel sogno del suo compagno e faccio uscire l’auto fuori strada. Il momento in cui infilo i miei denti sulla sua testa coincide con quello dell’incidente. Muore sul colpo. Divoro anche lui, completamente. Non deve rimanere nulla.

Adam mi aveva detto che lui aveva scelto di aiutare gli uomini e per questo era inviso agli altri Maestri. Quando lasciai Parigi girai tutta l’Europa. Cercavo di capire come volevo agire davanti al mio destino di Maestro Vampiro. Scelsi di non possedere nessun esercito di schiavi, di non trasformare nessun uomo in vampiro, di non partecipare né alle cose degli uomini né a quelle dei Maestri. Avrei voluto scappare anche io come il Maestro Behemoth sulle montagne, ma non ero potente come lui. Io non potevo essere lasciato a me stesso. Non ero un Drago come lui, ero nato uomo. Decisi che avrei fatto perdere le mie tracce. Che avrei frequentato posti poco noti, riducendo la mia esistenza a quella di solitario predatore di energia.

Ero riuscito a scappare per più di cento anni dopo la morte di Adam. Mi ero nascosto nei posti più impensabili e squallidi. Lontano dagli eventi delle città e degli uomini. Ma ora che Lilith aveva provato a comunicare con me sapevo che il mio nascondiglio al Nightfall Motel era finito per sempre.

Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato questo momento.  Lo aspettavo da più di centocinquant’anni, da quella notte a Parigi quando Adam mi predisse la sua morte e aggiunse, accompagnandomi fuori dalla sua cripta, che il secondo sarei stato io.

Continua Venerdì 7 Dicembre: 11/12 Trappola mortale

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