Reietto – una storia vera IIp

Reietto2[…] Nel frattempo, grazie alla tecnologia che galoppava prepotente, riuscii a contattare nuove case editrici, alcune di queste anche molto importanti.

Le risposte che giunsero variavano molto nell’aspetto grafico ma non nei contenuti.

Fu a questo punto che un nuovo luminare intervenne nella vicenda per offrire il suo apporto.Questa persona mi disse che se ne avessi avuto le capacità avrei dovuto scrivere una storia su un personaggio o su un qualcosa che fosse molto noto, poiché se fossi riuscito a far giungere il manoscritto ad uno dei personaggi potenti e avessi suscitato in lui o lei interesse, ciò avrebbe rappresentato il punto di svolta della mia anonima e già travagliata carriera.

Se uno di loro, infatti, avesse mostrato il libro in una sua trasmissione, il gioco sarebbe stato fatto.

Non avevo alcuna idea su come raggiungere questo obiettivo.

Un giorno, per caso, mi trovavo a fare zapping con il telecomando, vidi che su un canale Mediaset trasmettevano una strana trasmissione. Cominciai a guardarla, mi colpì perché si chiamava; “Saranno Famosi”, come il telefilm americano che adoravo da piccolo, sognando che anche in Italia potesse esistere una scuola fatta di materie culturali e discipline artistiche nella quale poter far emergere il proprio talento.

Cominciai ad appassionarmi a quella trasmissione, che però non riusciva a decollare, fino a quando non venne sostituito il timoniere.

Ad occupare il posto di capitano fu chiamata la già potente Maria De Filippi.

Continuai a seguire il programma e con il trascorrere delle puntate ne lessi il potenziale ma anche una delle più grandi offese ai miei sogni di ragazzino, come a quelli di molti altri e ai sacrifici che si facevano per poter recitare, cantare, ballare e studiare.

Fui colto dal raptus creativo dello scrittore lungimirante e scrissi una storia su quella trasmissione.

La terminai e decisi che era una delle storie multilivello che volevo ma anche il biglietto di presentazione per i potenti, che avrebbero potuto dare una svolta alla mia moribonda strada dell’artista.

Intrapresi le consuete operazioni di analisi preliminari e poi cercai quali fossero gli indirizzi più idonei per inviare il manoscritto.

Ero certo che fossi l’unico ad aver scritto un libro su quella trasmissione, che nel frattempo aveva cambiato nome in “Amici di Maria De Filippi” a causa di problemi sui diritti legati proprio al noto telefilm americano.

Decisi che il luogo più idoneo per inviare il plico con il manoscritto fosse la stessa redazione di Amici.

Il tempo trascorreva inesorabile, le e-mail, i fax e le telefonate alla redazione si moltiplicavano senza trovare una risposta.

Non riuscivo a pensare ad una soluzione che mi potesse condurre a sapere se il manoscritto fosse mai stato letto da qualcuno.

Giunse così, anche per me appartenente all’italica stirpe, il tempo della raccomandazione.

Un mio parente, ballerino coreografo, venne a sapere della situazione e dei mie tentativi di comunicare con la Signora De Filippi e con il suo staff, si offrì lui di porre rimedio alla questione. Promise che si sarebbe occupato personalmente di consegnare il manoscritto nelle mani di un suo amico; Garrison Rochelle, uno di quelli che nella trasmissione chiamano professore.

A questo punto pensai che la solita, triste, raccomandazione all’italiana era riuscita, però, a difendermi dalla condizione di inascoltato nessuno.

Trascorse non molto tempo ed il parente ambasciatore mi telefonò per informarmi che la faccenda stava volgendo ad una buona risoluzione. Con entusiasmo mi raccontò che aveva consegnato il plico con il manoscritto all’amico Garrison, spiegandogli quali fossero i contenuti, egli attraversato da altrettanta enfasi gli aveva risposto che quella presentatagli era una splendida idea, un’idea che nessuno aveva ancora avuto e della quale la Signora Maria De Filippi ne sarebbe stata entusiasta, a tal punto che di certo avrebbe voluto incontrare di persona l’autore del libro.

Dopo aver udito quelle affermazioni ringraziai il caro parente e pensai che avessi dovuto solo attendere, poi finalmente avrei avuto la possibilità di rifarmi contro ogni ingiustizia subita, moralmente anche nei confronti di ciò che si era perpetrato ai miei danni nel campo universitario e lavorativo, sebbene per una via parallela.

Attesi, attesi, chiesi, richiesi, telefonai, feci telefonare, attesi ancora, non mi stancai di attendere e chiedere, ma poi attesi ed aspettai, fino a quando decisi che fosse il caso di inviare una e-mail, ma anche un fax che somigliasse ad un accorato appello.

Si ripropose la logorante attesa senza ricevere mai alcuna risposta, intervenne mia madre proponendomi di riprovare a contattare la redazione telefonicamente e inviare un nuovo fax alla Signora Maria De Filippi, questa volta però modificando il mittente.

Pensò che fosse possibile che io come persona non offrissi le garanzie giuste per destare la loro attenzione, così si offrì di essere lei, in prima persona, a cercare un contatto.

Provò attraverso una linea telefonica, ma fu costretta a dover affrontare cattiva educazione e mancanza di rispetto da parte delle sue interlocutrici, che quasi la canzonavano attraverso risposte evasive, che sembravano rimandare ad entità superiori impegnate nella salvezza dell’universo, ogni tipo di decisione o responsabilità.

Soltanto una redattrice, della quale non ricordo bene il nome, poiché uno degli stratagemmi adoperati è quello di voler conoscere dettagli personali e privati dei loro interlocutori senza fornire a questi la possibilità di poter sapere bene con chi hanno a che fare, fu molto esplicita, attraverso testuali parole affermò: “Mi spiace, signora, mi rendo conto della situazione, ma io sono nuova e se continuo a parlare con lei rischio il posto di lavoro”. Si palesò allora il caso di inviare una e-mail a firma di madre, con la quale speravamo di smuovere un poco le acque e le coscienze per ottenere qualche spiegazione:

Gentile Signora Maria De Filippi, Non vorrei sottrarLe del tempo prezioso, ma mi trovo costretta a rivolgermi a lei poiché, sebbene sia un personaggio televisivo quasi virtuale, io la considero come un’amica che non tradirebbe mai la mia fiducia. Ciò che Lei mostra a noi tutti attraverso il video è forse un personaggio, ma per me è diverso, a me trasmette qualcosa di reale, di sincero. E’ per questo che chiedo una risposta a quanto sto per dirLe. Ho un figlio, laureato in Sociologia e specializzato in Psichiatria Sociale, da quando aveva dieci anni ha cominciato a fare scuola di teatro e lavorare in diverse rappresentazioni, ma non ha incontrato le persone giuste. Non voglio annoiarLa quindi salto un poco di eventi ed arrivo a circa due anni fa (ci troviamo alla stesura del fax al 28/11/2003). Mio figlio preparando la tesi di laurea su AMREF ha scoperto di avere un’altra forma di talento, mi permetta la presunzione di una madre che crede nelle capacità di suo figlio, ha intrapreso così l’avventura di scrittore. Ha pubblicato un libro con una casa editrice napoletana, ma purtroppo non molto seria e quindi il suo libro non ha avuto pubblicità ne distribuzione. Un giorno, a causa mia, mentre vedeva il Suo programma “Saranno Famosi” gli venne in mente di scrivere un libro ispirato al telefilm americano che seguiva da piccolo con il sogno, un giorno, di poter entrare in una scuola come quella. Achille, questo è il nome di mio figlio, aveva deciso anche per accontentarmi di sottoporlo alla Sua attenzione. Per questo motivo chiese ad un parente, il quale lavora come ballerino e sostiene di essere amico di Garrison, se era possibile avere un indirizzo sicuro al quale inviarLe il materiale. Il ragazzo si fece spontaneamente carico dell’incombenza, ma dopo più di un anno di silenzio ci è stato fatto sapere che Garrison Le consegnò il libro ma che Lei non era interessata a queste cose. Io credo che Lei il libro non lo abbia mai ricevuto, poiché sono convinta che una persona sincera e attenta come Lei avrebbe voluto, anche solo per curiosità, leggere il manoscritto ed inviare una risposta. Per questo Le chiedo da madre di darmi solo una risposta, ha ricevuto mai il libro dal titolo “Voglia di Volare” o come io credo Lei è all’oscuro di tutto?

La ringrazio per la sua gentile attenzione e Le porgo i miei più sinceri saluti e complimenti, e se mi permette una critica sorridente da ammiratrice, non tanto per -uomini e donne.

Ancora nulla, silenzio, omertà.

Continua…

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