Reietto – una storia vera Vpt

Reietto2Trascorsero ancora sei mesi e tutto continuava a tacere.

La televisione seguitava a trasmettere in ogni dove la solita fiumana di nulla e di volgarità a tutti i costi.  Il senso di buon gusto, che mi accompagnava in ogni decisione, ne aveva oramai abbastanza.Quella redattrice, che avevo appreso guidare le redazioni di molti dei programmi nei quali primeggiavano le comparsucole rimestate e riciclate, doveva avere una lezione di stile e buon gusto.

Non persi tempo, mi recai da un elegante fioraio e inviai alla simpatica redattrice una stupenda composizione con allegato un biglietto di complimenti. Per mezzo di esso intendevo, con sarcastica scrittura, rivolgere i miei ringraziamenti alla persona che riusciva a imporsi come cuoca sopraffina, dal tocco delicato e dalla quasi soprannaturale conoscenza dell’ingrediente segreto per ogni piatto.

Volevo inoltre porgerle la mia ammirazione per quanto fosse straordinaria la classe con la quale riusciva a servire precotti, stufati e surgelati intrisi dei sapori degli O.G.M.

Conclusi, consigliandole di assaporare, prima di agire, il gusto sincero di un dolce artigianale. I suoi sensi di gusto, in questo caso, l’avrebbero di certo guidata verso una semplice azione, che l’avrebbe condotta fuori da ogni fastidio. Lei sarebbe stata avvolta nella sincera sensazione dei sapori della cucina artigianale. I cuochi di tale cucina sono, infatti, degli artisti che affidano la loro arte a un ingrediente essenziale, un pizzico di cuore, per aggiungere il tocco segreto alle pietanze.

Avvolta in una tale estasi sensoriale, la soddisfatta redattrice avrebbe scritto una semplice e-mail di risposta. In quel messaggio le sarebbe bastato scrivere: “Non siamo interessati alla sua proposta, arrivederci”.

Credete che sia mai giunto il dolcetto della fortuna con il messaggio di risposta?

Dopo qualche tempo dall’invio del racconto, ricevetti la comunicazione da parte degli organizzatori del concorso con la quale mi informavano che avevo vinto il primo e unico premio.

Esattamente, proprio io, ignorato e ghettizzato sul suolo italiano, non appena qualcuno con commissioni per l’estero aveva istituito un premio letterario, ero riuscito ad arrivare primo.

Non solo avevo guadagnato un altro minuto di respiro economico, ma tronfio del mio successo avrei potuto rivalermi verso coloro che, oramai palesemente in mala fede, continuavano ad ignorarmi.

Fu per questo che non appena ricevetti alcune copie del racconto stampato ne inviai una all’amica Gregoretti, accompagnata da un sontuoso mazzo di fiori e una sarcastica missiva:

28 agosto 2005

Gentile Signora Gregoretti:

Le scrivo semplicemente per ringraziarLa ed esprimerLe tutta la mia ammirazione, per questo motivo La prego di accettare questo piccolo omaggio floreale.

Credo sia importante che qualcuno di noi non addetti ai lavori dimostri concretamente quanto sia apprezzato, e per nulla reso pubblico, il lavoro che Lei, e tutti quelli che seguono le Sue stesse linee direttive, svolgono all’interno delle redazioni, in modo particolare nei rapporti con le persone anonime.

Ho rivolto a Lei la mia sincera gratitudine perché è grazie alla significativa esperienza professionale ed umana che ho avuto con Lei che sono riuscito a vincere un concorso.

Le confesso, però, che il mio grazie per come conduce una parte del suo lavoro, Lei, deve condividerlo con tutte quelle persone che operano con la Sua stessa attenzione, scrupolosità e lungimiranza innovativa.

Sono del parere che la Signora De Filippi non conosca a fondo tutti gli aspetti del Suo Modus Operandi, e quello di molti suoi colleghi, è per questo motivo che i ringraziamenti e gli elogi pubblici che Le attribuisce sono così sporadici e di scarno contenuto.

La lettura approfondita ed attenta dell’opuscolo Le rivelerà la mia identità.

RinnovandoLe i miei sentiti ringraziamenti Le porgo cordiali saluti.

Non replicò, chiaramente, ma io ero certo che avrei potuto affrontarli a carte scoperte, ora c’era un editore per il quale avevo vinto un premio letterario, sicuramente avrebbe voluto leggere ed esaminare il libro “Voglia di Volare.

Eravamo solo agli inizi dell’inimmaginabile.

Cercai con ogni mezzo di farmi ascoltare, ma anche costui svicolava e sgattaiolava, senza voler mai prendere in esame il manoscritto.

Ma come, un editore che ha tra le mani un autore al quale a consegnato il primo premio di un concorso letterario si rifiuta di prendere in esame un manoscritto del suddetto vincitore?

Non riuscivo a crederci, decisi che avrei inviato un fax alla redazione De Filippi, ogni giorno fino a raggiungere cento.

Arrivai a cento, ma ostinata e tenace fu anche la loro indifferenza.

Per tanto, festeggiai il centesimo fax con una copia celebrativa che inviai a tutte le redazioni che avevo contattato fino a quel momento:

100!

Gentile Redazione e redazioni tutte:

Sinceramente GRAZIE.

Grazie per la Vostra cortesia, Grazie per la Vostra disponibilità e cortese attenzione, Grazie per le continue dimostrazioni d’eccellente professionalità e competenza, Grazie per la Vostra invidiabile educazione, Grazie per aver studiato con attenzione le tecniche impartiteVi da abili maestri per liquidare i Vostri interlocutori, Grazie per le Vostre somme capacità di discernimento, Grazie per il continuo e consistente contributo che fornite alla televisione italiana nell’elevarsi ogni giorno di più ad alti livelli di qualità e quantità, Grazie per aver forgiato la nuova casta televisiva, vere e proprie vette alle quali ispirarsi e dalle quali trarre esempio, Grazie per offrire a questi crogioli di talento opportunità d’ogni sorta, impedendo che altri possano macchiare le Vostre opere con ciò che sanno fare, ma Grazie soprattutto a coloro che Vi hanno affidato un lavoro importante, sicuri del Vostro operato e consapevoli che nessun altro avrebbe saputo eseguirlo meglio, il Grazie più grande va fatto però a tutti quelli come me che con la nostra stupidità, seguendo le Vostre opere, permettiamo alle Vostre straordinarie intuizioni di proliferare senza freno.

Con affetto.

Anche la giornata celebrativa del fax non venne onorata come avrebbe meritato.

Amici della giuria credo sia tempo di fare una pausa, perché stiamo per giungere agli avvenimenti dell’anno 2007, durante il quale si è concretizzato tutto il potere occulto del “sistema Italia” che impera in ogni dove.

Continua…

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