Reietto – una storia vera VIII pt

Reietto2Le idee del reietto condottiero di se stesso, dagli anacronistici ideali e comportamenti, continuavano a proliferare.

Sapevo che dovevo moltiplicare il materiale nella speranze che da qualche parte esistessero orecchie sane per ascoltare, occhi sinceri pronti ad osservare e menti libere capaci di guidare l’agire.Scrissi un articolo con uno pseudonimo, lo inoltrai da Freelance a innumerevoli redazioni giornalistiche, ma cercai anche di inondare il web.

Preparai l’articolo come se fosse un pezzo che avesse subito forme di censura, cosa che poi si verificò anche nel reale:

Gentili redazioni questa è una copia di un articolo al quale è stato impedito di uscire.

 E’ difficile emergere, non solo per i demeriti del posto dove vivi.

Il campo dell’editoria in Italia è stato sempre arduo ed impervio da percorrere. Nel tentativo di farsi conoscere può anche capitare che…

Navigando in internet alla ricerca di qualche notizia interessante, mi sono imbattuto in un blog alquanto strano.

L’autore, con educata enfasi, sosteneva di essere in possesso delle prove che testimoniano il fatto che il libro ispirato alla trasmissione di Maria De Filippi, “Amici “, non è un’idea originale degli autori del programma, bensì sua.

La mia prima reazione fu quella di scetticismo, anzi pensai che fosse una delle solite azioni compulsive da mitomani, alle quali internet riesce a dare spazio e sfogo.

Non so ancora per quale motivo scelsi di proseguire nella lettura, forse perché credevo di rilassarmi con qualche risata a scapito delle assurde pretese del malcapitato.

Accadde, al contrario, che più proseguivo nella lettura e più restavo catturato dalla storia che l’autore, Achille, raccontava, mostrando logica concretezza e coinvolgente passionalità.

Egli, nel blog, sosteneva di possedere prove e testimoni del fatto che aveva inviato nel 2003 copia di un suo libro dal titolo Voglia di Volare, ispirato alla trasmissione di successo, alla redazione di amici e ad alcuni componenti dello staff singolarmente, inoltre Achille invitava tutti i lettori a scaricare gratuitamente il suo libro e a paragonarlo a quello pubblicizzato dalla Signora Maria De Filippi. In aggiunta a tutto ciò, l’autore offriva la possibilità di scaricare, sempre gratuitamente, un racconto con il quale aveva vinto un concorso letterario e che rappresentava la trascrizione di quanto accaduto nella realtà. Incuriosito feci entrambe le cose.

Terminai di leggere i due scritti, non potevo credere a quanto avevo letto.

L’autore non era un mitomane, ma una delle tante persone che in Italia sanno fare qualche cosa e restano vittime delle torbide alchimie dei soliti noti. Per usare un’espressione di una lettrice del blog: “ ….Si resta senza parole, le frasi che usano per pubblicizzare il libro della trasmissione rimandano ad un inevitabile flashback, sembra che parlino di Voglia di Volare…”. Decisi che era giunto il momento di contattare A, volevo guardarlo negli occhi e controllare le prove di quanto affermava.

Lo raggiunsi al termine di una lunga ricerca.

Mi raccontò molte cose a dir poco incredibili, ma una su tutte mi è rimasta impressa; dall’inizio alla fine dell’intervista ha continuato a sostenere di non volere soldi, ma solo che le persone sapessero.

La consuetudine dell’indifferenza non volle deludermi, per tanto ritenni che dovevo smetterla di scrivere e fare qualcosa di più; infiltrarmi.

Certo, dovevo cercare di infiltrarmi in qualche trasmissione come concorrente per poi rivelare ogni cosa al tempo giusto. La trasmissione più adeguata era quella condotta dalla De Filippi “Uomini e Donne”. Avrei dovuto preparare un personaggio e portarlo avanti fino a quando non si fosse presentato il momento giusto per sferrare l’attacco.

Feci un poco di ricerche sui provini e le candidature, scoprii che era tutto consono al copione italiano, i personaggi appartenevano ad agenzie o ad una delle solite cerchie, i provini pubblici venivano organizzati solo per gestire la classica facciata di legalità all’italiana.

Non potevo arrendermi, anche perché i soggetti che quotidianamente transitano in queste trasmissioni sono veramente tanti, era possibile che qualcuno venisse preso tramite i casting pubblici, anche solo per fare numero.

Preparai una storia, non ricordo esattamente quale, credo avessi inventato un diverbio con un’amica, la quale aveva affermato che non sarei riuscito a trovare uno straccio di donna che mi volesse, nemmeno tra le …. della De Filippi.

Imbastì la storia, inserendo i caratteri necessari per essere un buon personaggio per questo tipo di televisione, preparai la e-mail e la inviai alla redazione.

Lo stratagemma aveva funzionato, non molto tempo dopo ricevetti addirittura due telefonate da due redattori differenti, che mi invitavano a partecipare al casting che si sarebbe tenuto a Roma nella sede di Cinecittà, di li a breve.

Ovviamente accettai, entrando subito nella parte.

Il giorno prefissato per il casting mi presentai a Roma.

Nella sede di Cinecittà, adibita alla trasmissione, c’era un gran numero di ragazzi e ragazze di diversa età.

Decisi di fare amicizia con qualcuno di loro, ben scelto, per verificare lo svolgimento dei provini e magari avere qualche alleato per il futuro.

Fummo divisi in gruppi e condotti negli uffici prefabbricati, per sostenere i colloqui con i responsabili della redazione scelti per il reclutamento.

Tra questi, scorsi anche un personaggio sul biondo con pizzetto biondo, che partecipava come postino alla trasmissione “c’è posta per te” e se non ricordo male aveva anche partecipato come protagonista nella scelta della donna desiderata nella trasmissione “uomini e donne”, pensai che avrei dovuto fare in modo di farmi esaminare da lui.

Ad attendere il nostro turno, riuniti per piccoli gruppi, fummo fatti accomodare in una stanza non molto grande dove fu inevitabile entrare in confidenza con i compagni di avventura, senza rivelare mai i miei veri scopi.

Cercai di non esagerare e riuscii a trovare la formula giusta per risultare simpatico, tanto che le ragazze, ma anche qualche ragazzo mi dissero che di certo mi avrebbero preso e loro avrebbero fatto il tifo per me.

Una giovane donna entrò per informarmi che era giunto il mio turno e mi accompagnò in un’altra stanza dove erano collocate due scrivanie con altrettante donne alle loro spalle, sfortunatamente non era quella con l’uomo biondo.

Mi fecero accomodare, in modo svogliato e distratto una delle due donne pose alcune domande senza nemmeno guardarmi in faccia, nel frattempo entrambe riempivano dei moduli come in una catena di montaggio, simile alla certificazione anamnestica.

Dopo brevissimi istanti e continuando a non guardarmi, mai potei vedere gli occhi di quelle giovani signore, mentre erano entrambe impegnate in altre occupazioni, l’una al telefono che organizzava il cinema per la sera, l’altra immersa in un video in esecuzione sul PC e nella pulizia delle unghie,  mi dissero che il colloquio era finito e che se avessero avuto bisogno mi avrebbero contattato.

Ovviamente non mi chiamarono mai, era stato ritenuto evidentemente troppo brutto e televisivamente inadatto, da quelle signore.

Il piano era miseramente fallito.

Volli strafare e mi venne in mente di passare alla concorrenza, sebbene mi avessero detto che in realtà la Rai non fosse esattamente una reale concorrente, ma un genere di affiliata minore del sistema, una specie di burattino nelle mani dei soliti politicanti, che poteva avere vita autonoma solo se stava bene attenta a non proporre cose che potessero pestare i piedi ai signori del feudo, voci di corridoio dicono che la trasmissione Academy ne fosse un chiaro esempio.

Ovviamente non erano discussioni che a me potevano in quel momento interessare, per questo mi misi alla ricerca di qualche nuova trasmissione a cui partecipare.

Trovai il casting della Magnolia per una trasmissione che aveva a che fare con la ricerca di una moglie. Sebbene fossi oramai alla soglia dell’inutile condizione di vecchio e ghettizzato quarantenne non potevo fermarmi, sottoposi la mia candidatura.

In brevissimo tempo fui contattato dalla redazione della Magnolia.

Una redattrice mi sottopose ad un provino telefonico e volle che inviassi subito dopo una foto estemporanea, mi chiese anche di poter contattare mia madre senza preavviso, acconsentì.

Trascorse solo un giorno e venni nuovamente raggiunto dalla stessa redattrice del Gruppo Magnolia la quale mi informava che per loro andavo benissimo, potevo essere uno dei protagonisti del loro nuovo reality; “La Sposa perfetta”.

Il reality prevedeva il trasferimento per un lungo periodo e la partecipazione attiva anche di mia madre.

La nostra situazione economica correva lungo un sottilissimo filo, sebbene la redattrice mi assicurò che c’era un rimborso, non potevo permettermi di lasciare il lavoro, dal quale in seguito fui licenziato, e permettere a mia madre di perdere la sua clientela per aggiusti sartoriali.

Non era giusto mettere a rischio quel poco che avevamo, fossi stato solo, lo avrei fatto, ma far rischiare anche mia madre non era pensabile, e così fui costretto a rifiutare.

Le possibilità dell’oramai doppiamente reietto condottiero, dai ridicoli e incomprensibili ideali e modi di agire, di poter affrontare e sconfiggere una delle teste del mostro dominatore e generatore del nulla italiano sembravano essere sul punto di azzerarsi.

Continua…

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