Reietto – una storia vera XIV pt

Reietto2Marzo 2011

prima della definitiva stesura del libro

Ero nel periodo di attesa utile, al direttore Giorgia Grasso ed al suo staff tecnico e legale, per analizzare il manoscritto.In questo stesso periodo imperversava in televisione e sulla carta stampata la battaglia che Striscia la notizia stava affrontando per difendere l’onorabilità e la professionalità della trasmissione.

Colsi l’occasione per provare a soddisfare un mio desiderio; quello di poter regalare un finale più simpatico al rapporto con Striscia la notizia. Per questo motivo inviai due e-mail uguali, una alla redazione della trasmissione ed una alla redazione dell’inviato Luca Abete con la speranza di smuovere la coscienza di “uno del Sud”. Ad onor del vero, questa volta firmai l’e-mail con un cognome ed un nome di fantasia:

Caro Luca, chi ti scrive è un Napoletano come te, quindi parto avvantaggiato perché non devo spiegarti, come ad altri, la situazione di una realtà ricoperta di melma dalla quale si cerca di uscire onestamente.

Vorrei invitarti a prendere visione della documentazione, raccolta in quasi dieci anni, attraverso la quale posso mostrarti prove inconfutabili di un insabbiamento, censura, ostracismo e quanto altro.

Ho visto la campagna che state portando avanti con i tuoi amici di striscia. Ho scritto anche a loro dicendo che è una bella cosa potersi difendere da accuse infondate con mezzi e la possibilità di parlare, ho notato che anche voi siete infastiditi da chi mostra indifferenza verso gli inviti che fate con eleganza e determinazione.

E’ per questo che ho detto, e dico anche a te, che non è carino sostenere di dare a tutti la parola e il diritto di replica quando voi stessi avete insabbiato e nascosto informazioni importanti su un fatto delicato ed estremamente serio, contribuendo a ricacciare un napoletano nel fango dal quale cerca di emergere.

Di questo ne ho prove inconfutabili. Dico anche a te, come ho detto agli amici di striscia, che non uso il sistema italiano dell’accusare tramite il pettegolezzo solo per il proprio tornaconto, per questo mi rivolgo direttamente a voi, perché mi piace giocare in modo leale. Non posso fornirti maggiori indizi in questa sede perché la faccenda è molto delicata, ma sono pronto a fornire qualsiasi garanzia di legalità e onestà di cui tu abbia bisogno qualora tu voglia incontrarmi.

Spero che non resterai indifferente alla voce di un napoletano.

Aspetto un tuo contatto.

Ancora una volta, come era accaduto in passato, venni raggiunto da una redattrice di Striscia la notizia al telefono, alla quale però, questa volta, non svelai l’argomento per il quale li accusavo di insabbiamento ne il personaggio coinvolto, sostenendo che non avevo fiducia nel colloquio telefonico.

La mia interlocutrice volle chiarire che Striscia non può prendere in esame ogni questione, sia a causa dei contenuti espressi da ciò che quotidianamente viene loro proposto e sia per i tempi ristretti nei quali è necessario operare. Continuai a non fornire dettagli e la redattrice mi disse che avrebbe parlato con gli autori ed avrebbe cercato di farmi incontrare con qualcuno di Napoli.

Volli rendere partecipe anche Giorgia dell’accaduto, al fine di conoscere quali fossero le sue considerazioni in merito alla questione. Il direttore mi disse che sarebbe stata un’ottima partenza se persone qualificate come quelle di Striscia si fossero interessate al caso, per questo motivo offrì tutta la sua disponibilità qualora la redazione della trasmissione, o chi per essa, avesse desiderato ricevere chiarimenti o porre domande.

Non esitai e scrissi un nuova e-mail, sempre con doppio destinatario:

Cari amici ho già parlato con una redattrice di Striscia la notizia, invio anche a voi la stessa e-mail perché sarei felice se ad occuparsene fosse Luca Abete, circa una questione di insabbiamento che coinvolge anche loro. Sta per uscire un libro inchiesta, ho parlato con il mio editore, Gruppo Albatros il Filo, e ho fatto presente che mi farebbe piacere che il capitolo su striscia avesse un epilogo differente, per questo mi ha suggerito di scrivervi e dirvi che il direttore Giorgia Grasso ed il suo ufficio stampa sono a vostra completa disposizione per chiarimenti ed informazioni circa la veridicità della storia che vi ho proposto, potete chiedere della questione Achille F. e Voglia di Volare.

Grazie

Nello stesso giorno, 30 Marzo 2011, mi giunse la telefonata dell’inviato Moreno Morello.

Non riporterò la discussione poiché non potrebbe restare scevra da giudizi di valore, sarebbe necessario far riferimento a questioni che in questa sede sarebbero solo un pettegolezzo, restando invece una valida opposizione in una sede privata.

L’interlocutore, inoltre, mi ha sorpreso per contenuti espressi, toni e modalità a tal punto che sono arrivato a pensare che fosse un test per sondare la mia onestà e credibilità.

In breve, dopo aver ascoltato poche parole, nelle quali ho fatto anche il nome del personaggio coinvolto nella questione, l’interlocutore Moreno Morello ha sostenuto di aver capito tutto.

L’inviato riteneva, per questo, che non ci fossero i presupposti per il configurarsi di un insabbiamento da parte di Striscia di qualsivoglia genere, che solo una redazione quantomeno sprovveduta avrebbe potuto proporre la storia e che non sussistono, all’interno del mio racconto, gli elementi necessari affinché si possa prospettare un interessamento da parte di Striscia la notizia per un caso di plagio non tangibilmente dimostrabile ed inferiore nei contenuti e nella forma a molti altri già respinti dalla trasmissione.

E’ per dovere di cronaca che devo riportare il fatto di aver dato seguito a questa telefonata, inviando a titolo personale e con contenuti di educata fermezza due copie di “Voglia di Volare” accompagnate da altrettante lettere; una all’inviato Moreno Morello e l’altra all’inviato Luca Abete, al fine di rendere onore alla mia dignità di persona onesta e per palesare le capacità di un intelletto attivo troppo spesso sottovalutate e messe in dubbio. Ad entrambe, anche in questa sede privata, ho ripetuto il quesito che continuo a ribadire ma al quale nessuno vuole dare una risposta pertinente, eludendola in ogni modo possibile e con ogni mezzo: fatta salva ogni valutazione tecnica, professionale e a quanto altro ci si voglia riferire, come mai la medesima storia presentata in un primo momento senza i nomi dei personaggi coinvolti suscita grande interesse e sdegno, mostrando i requisiti tecnici e di contenuto validi per poter affrontare un lavoro che la renda presentabile al pubblico, il quale ha il diritto di sapere, mentre un attimo dopo, corredata dei nomi delle persone coinvolte, diviene inaccettabile per quegli stessi motivi per i quali era stata considerata di grande interesse?

Ho voluto arricchire ancor più l’attesa del benestare dell’ufficio legale inviando una copia di “Voglia di Volare” alla redazione del Maurizio Costanzo Talk, segnalando come destinatario i nomi dei redattori contenuti nei contatti pubblici della trasmissione e accompagnando il plico con una missiva che affidava alla loro professionalità e preparazione di giovani ogni possibile azione.

In verità, essendo l’attesa lunga, ho inviato anche alla trasmissione “Il senso della vita” l’intera storia, senza fare alcun nome e chiedendo loro quale senso dessero ad una storia come questa.

Continua…

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