Un giorno, per caso

Capiterà
che io ti incontri per la strada
per caso
la gente intorno se ne fregherà
e anche tutto il mondo
ce ne staremofermi lì
mani dentro alle mani
a dirci tutto quanto
e gli altri si stupiranno
coprendosi le orecchie con le mani
si stupiranno
e non vorranno ascoltare
ciò che
probabilmente
di più bello
abbiano mai sentito.
Per Paura
– perché la Bellezza fa paura –
per Invidia
– perché a noi non potranno mai arrivare –
ma noi resteremo
come per caso
in mezzo alla strada
come due buche della vita
come le foglie lasciate lì
dal vento e calpestate da tutti.
Io lo so.
E lo sai anche tu.
E lo sanno tutti quanti.
Che alla fine
certe cose non si possono fermare
nemmeno i sogni
si possono fermare
e infatti continuano
inarrestabili
a inghiottirmi nelle notti senza luna.
Io lo so,
un giorno
capiterà
che io e te
arrampicati
a queste nostre parole mai dette
ci incontreremo
e sarà per caso
come tutto quanto fino ad ora
queste nostre strane giornate infinite
queste nostre solitudini sprecate
tu lo sai
che una notte o l’altra
si ricongiungeranno
come quella volta
sotto la pioggia
quando non sapevamo neanche che voce avevamo.
E tutti i sorrisi
e tutti i venti dell’Universo
staranno a guardare
questo miracolo che si compie,
dentro ai tuoi occhi che sono un segreto
dentro ai miei
che sono stanchi di non poterti dire
ciò che veramente vorrei.
Per caso,
e con che gioia,
un giorno di questi
noi due
– anime incontrollabili –
ci incontreremo
e nessuno
e niente
neanche il cielo
proferirà parola
e le nuvole non fiateranno
e i prati non urleranno
“e tutte le stelle di vetro
della felicità e della bellezza”
ci verranno a dire:
“Ci è voluto così tanto tempo, dolcezze”
E tu risplenderai insieme a loro
come una galassia in un bicchiere
e io diventerò io
come non lo sono mai stato.
Così avverrà.

Capiterà,
per caso
come tutto quanto.
Ma forse no,
non questa volta.
Io il mio destino
l’ho vomitato per strada
e nessuno se n’è accorto
tutti con le mani
sugli occhi
sulle orecchie
sulla bocca.

4 thoughts on “Un giorno, per caso

  1. L’accostamento con quei versi di Prevert forse ci sta. Hikmet scriveva quasi senza punti, al massimo virgole e due punti. Diciamo che ho letto più Hikmet che Prevert. Ma ovviamente cerco sempre di impararne la lezione e mettere in pratica la mia visione. La sforbiciatina non l’ho data perché una volta che ho scritto non rivedo mai. Nudo e crudo. Magari, eventualmente, solo errori di battitura.
    Grazie per i consigli

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