“Carrubo” by Sonia Colopi

carrubo

Figlio adorato di Gea, carrubo,

dai  frutti penduli e scuri,

occhieggianti tra il fresco ombroso,

perché non sono io dentro la tua linfa,

o come Dafne  a godere

il color verde seta dell’alloro ?

Tu sopporti le invernali intemperie

che furiose sbattono le tue cime,

ma col sereno, la chioma  ancora più bella,

è capigliatura  leggiadra di donna,

portata fluente su esile collo.

Ti è dato godere l’abbraccio forte

della terra che  ti nutre,

il gioco delle nuvole a carezze,

il concerto dei volatili

che in te trovano nido sicuro.

Fortuna hai di sapere

il destino che per te

il fato ha scritto

nel certo che tua  fine sarà

dove fu il tuo inizio.

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