“Il cimitero di Gries” by Alberto Castrini

mg 082

Circondato dai vigneti,

su sfondo

rosso di porfido

inanella l’antica chiesa.

Nel vecchio cimitero

un’aura vetusta:

marmi abbuiati,

scritte gotiche,

muri scrostati.

Scorciatoia per frettolosi

rammenta il nostro destino,

mentre un gatto,

pigro,

  salta senza curiosità fra le lapidi.

3 thoughts on ““Il cimitero di Gries” by Alberto Castrini

  1. Sconsolalata e realistica visione, quella di tanti piccoli cimiteri, anche dei nostri paesi,dove il pensiero della fine sembra non voglia essere considerato più di tanto e tutto è lasciato all’inesorabile andare.Eppure non solo tristezza dovrebbe guidare, ma anche il vivo ricordo a guida del sentiero della mostra vita.

  2. Una bella poesia che richiama alla temporaneita’ dell’esistenza e la serenita’ dei cimiteri, cimiteri che non dettano raccapriccio ma fanno tenereza.Finache quel gatto esalta la vita,la sua enigmatica e temporanea verita’,E il resto della verita’ che il cimitero aveva avuto il primo piano.Alberto Castrino ha saputo rasserenarci con questa sua poesia che lascia al lettore la non angoscia della morte,come un fiore che sboccia tra le lapidi e una speranza di resurrezione.

    Vladimiro Rinaldi

    http://www.apoesidi.com

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