“Alicata e Scotellaro (a braccetto nell’aldilà)” by Romano Mauro

Rocco Scotellaro

Rocco Scotellaro

Rocco e Mario incedono stanchi.

Hanno palpato per giorni interi rugosi dilemmi di fronti inzuppate,

mani incallite di chi affida alla schiena preghiere insolute

e lamenti di neonati dal destino già segnato

da millenni di storia ingrata.

Si sono spartiti un tozzo di pane che il sapore di terra e sudore

rendeva alla bocca come ostia sacra.

Il passo deciso tra zolle incapaci di sdebitarsi dello scricchiolio di ossa

– resistenti alle intemperie del tempo e ai capricci dell’uomo …

li ha riparati, a sera, tra quattro mura sgretolate,

dove il respiro diviene pesante e la capra rincorre galline,

quasi a filmare l’indolente contesto di natura primordiale.

Legna al camino non è mai mancata … con lingue di fuoco

a sillabare confidenze raccolte tra stenti di zappe infami

e rastrelli sdentati … senza rispetto per mani insecchite dal sole,

occhi prosciugati dal vento e orecchie dure a capire.

Civiltà contadina lasciamola intatta …

Classe operaia deve darci una mano …

Realismo…

Idoleggiamento astratto …

… cavilloso ping-pong scriteriato

senza che ormai rimbalzi più la palla!

A Mario i “compagni” della “falce e martello”

smantellano tesi disegnate con un filo di sangue …

Giocandogli un brutto tiro, persino il nome, “comunista!”

gli hanno cambiato!

Rocco si è visto inquinare anche l’ultimo sorso di vino

pigiato sui lavelli di ottobre da angelici piedi

che peccati non potevano contare.

Ma loro lì, indistruttibili sassi!,

capito l’antifona neppure si arrabbiano,

consci d’aver perso altre partite senza averle nemmeno giocate.

A un incrocio di occhi, come tiro a bersaglio …

raschiano storiche pagine di finta realtà.

L’avrebbero già fatto prima, se il cammino del brutale destino

avesse allungato di un’ombra quel soffio di vita!

Rocco e Mario finalmente a braccetto,

in un brulicante angolo di cieli lontani,

ad una certa ora del giorno giocano a briscola senza falsi pudori.

Decisi rifiutano ogni posta in palio

e il mazzo di carte finemente truccato.

 Hanno di fronte LEVI e SALINARI.

Poesia candidata al Premio internazionale di poesia Piccapane

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