“Ankmar” by Stancapiano Luciana

Africa

Non c’è paura che irrori

orme mai stanche del cammino,

tra domande nell’eco incalzante

e risposte consunte all’imbrunire

Non basta un “velo” a schernire

tutto il coraggio dell’attesa,

prezzolata com’è per il pane affamato

e il caldo di un giaciglio

Gli occhi calano umidi

sullo sguardo che non vede,

nel silenzio incessante di parole cadenti

a San Lorenzo

Picchia il martello delle idee

senza colpo ferire sull’incudine salda

del corpo cavo,  giunco dell’anima che non

può morire.

 

 

ANKMAR

There is no fear that wet   footsteps never tired of the way,   between pressing questions in the echo   and answers worn at dusk
Not just a “veil” to mock   all the courage of expectation,   bribed as for bread hungry   and the heat of a bed
The eyes wet fall   on the eye does not see,   in the silence words of incessant shooting   San Lorenzo
Beat the hammer of ideas   without striking a blow on the anvil firm   of the hollow body, the soul that does not rush   may die.

One thought on ““Ankmar” by Stancapiano Luciana

  1. Sensibilità e profondità di pensiero nei versi che rivelano capacità di avere specchio nell’animo e sguardo che tende verso vasti orizzonti di cieli.

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