“Vendemmia” by Ronchin Aldo

AGRICOLTURA: ITALIA, OTTIME PREVISIONI PER VENDEMMIA

Co riva fine agosto e i dì se scuminzia a scurtar

i contadini i e in fermento parchè le ora de vendemar

le la giusta ricompensa par el lavoro svolto

finalmente el tempo de cior su el raccolto.

in te i me ricordi,dentro in te a me testa

na volta vendemar iera na gran festa

le fameie e iera grande e tutti i se iutèa

te vedea le cassette piene che sul carro le cressea.

tosatei che magnea ua coe man impetoeade

la bocca tutta nera,le gambe slappazzade

le femmene sul carro col fazzoett in testa

coe cottoe al polpaccio e sora la travessa

i omeni par terra che taia zo le zendene

parchè passe sotto el carro e no ghe intrighe ae femmene

e intant che i vendemmea i ammira el so lavoro

sti rasp picadi ae vide al sol i par de oro.

intant che pense e scrive me vien a nostalgia

de tutte quee zornade passade in allegria

quando che passando par la strada te sentìa cantar

te savea che là sul camp i iera drìo a vendemmar.

Te vede le man n’dar  lore soe e pian el temp el passa

e cassette le finisse e intant el sol se sbassa

se torna verso casa però no le finìo

ghe ne la brenta granda che spetta sul cortigo.

i omeni che ha forza i scuminzia a rebaltar

le casse piene de ua che la e tutta da pestar.

le femmene e i tosatei invenze i monta dentro

pestar te spuncia i pìe ma le un divertimento

le tira su le cottoe parchè sporcarle no le voll

e se vede gambe bianche che no ha mai vist el sol.

i omeni ghe fiss’cia e lore invenze e ride

el sol le drìo sparir ma le cassette le e finide.

la nonna a vien su la porta co la caliera piena

a ciama tutti dentro parchè le pronta a zena

finida la zornada i n’dea tutti a riposar

parchè a mattina dopo se torna a scuminziar

adess le tutt cambià e se te occorre qualchedun

anca se te ha bisogno no te trova pì nessun

nessun che voll sporcarse,nessun sa pì cantar

adess le sol che fadiga andar a vendemmar.

i ha inventà anca na macchina che la fa tutt ea soea

el lavoro de na zornada adess se lo fa in mezzora

el mese de vendemma adess se lo fa in tre dì

no te fa ora scuminziar che ormai te ha za finì.

no le canta pì nessun le canzon quee de na volta

e no serve pì impararle tanto nessun le scolta

però dei vecci tempi me ricorde co nostalgia

de tutte quee cantade,de tutta quea allegria.

Vendemmia    (traduzione)

Quando arriva fine agosto ed i giorni cominciano ad accorciarsi

i contadini sono in fermento perché è l’ora della vendemmia

che è la giusta ricompensa per il lavoro svolto

e finalmente è il tempo del raccolto.

Nei miei ricordi, dentro la mia testa

una volta vendemmiare era una grande festa

le famiglie erano numerose e tutti si aiutavano

e si vedevano le casse piene crescere sul carro.

Bambini che mangiavano con le mani appiccicate

la bocca tutta nera e le gambe impiastricciate,

le donne sopra il carro col fazzoletto in testa

con le gonne al polpaccio e sopra un grembiule

gli uomini a terra tagliavano i tralci

così che il carro passasse sotto senza intralci

e mentre vendemmiavano ammiravano i frutti del loro lavoro

quei grappoli appesi alle viti,al sole sembrano d’oro.

Mentre penso e scrivo mi viene la nostalgia

di quelle giornate passate in allegria

quando passando per la strada sentivi cantare

capivi che nel vigneto stavano a vendemmiare.

Vedi le mani andar da sole e piano il tempo passa

le casse sono riempite ed il sole sta tramontando

si torna verso casa però non è ancora finita

c’è la grande tinozza che aspetta sul cortile.

I maschi cominciano a rovesciare

le casse piene d’uva che è tutta da pestare.

Le donne e i bambini invece saltano dentro

e anche se punge ai piedi è un divertimento

alzano un po’ la gonna per non sporcarla

e spuntano gambe bianche che non han mai visto il sole.

I maschi adesso fischiano e loro invece ridono

il sole sta sparendo ma le casse son finite.

La nonna sulla porta con il paiolo in mano

chiama tutti dentro perché è pronta la cena

e finita la giornata andavano tutti a riposare

perché il mattino dopo si ricomincia.

Adesso è tutto cambiato e se ti serve una mano

anche se ne hai bisogno non trovi più nessuno,

nessuno che vuole sporcarsi,nessuno sa più cantare

adesso vendemmiare vuol dire far fatica.

Hanno inventato una macchina che fa tutto da sola

il lavoro di un giorno si fa in mezz’ora

il mese di vendemmia ora si fa in tre giorni

neanche il tempo di cominciare ed è già finito.

E non le canta più nessuno le canzoni di una volta

non serve più impararle tanto nessuno le sta ad ascoltare

però dei vecchi tempi mi ricordo con nostalgia

di quelle cantate e di tutta l’allegria.

Poesia candidata al Premio internazionale di poesia Piccapane

One thought on ““Vendemmia” by Ronchin Aldo

  1. La storia che cambia, il mondo ci presenta un altro volto, quello della modernità che non ci rimanda più la bellezza, il candore del sentire e vivere di una volta, quando la fatica era vissuta con sofferenza e con gioia e con la partecipazione della famiglia, dei parenti e dei vicini. Tutto aveva un sapore di verità e semplicità che a ripensarla oggi dà malinconia e triste considerazione sul tempo che passa e tutto muta senza più l’antica poesia e i profondi valori di cui era pregna la nostra infanzia.

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