“Che ne sanno” by Angilletti Marco

mani-rugose

Che ne sanno delle tue mani rugose

ingiallite dal tabacco fumato

sui giacigli di fieno e sudore.

Che ne sanno delle mie dita

scivolate nell’uva fragola

come radici che fanno casa

nel ventre della terra

prima che un fiume

di porpora acceso

mi bagni i peccati.

Che ne sanno della croce sul pane,

poi intinto nell’olio

spolverato d’origano.

Del buono odore di un fuoco acceso,

della cenere di castagni

in cui si perdono memorie

e lacrime di storia.

Che ne sanno di ricchezza

nonostante le tasche vuote,

di silenzi lontani

nel suono nervoso delle civette.

Che ne sanno di quanta energia

sprigiona la quiete dell’anima

su un dondolo di ginepri.

Sento ancora quel canto,

amato nonno.

Lleru lleru del Sud

che non vede tramonto.

Poesia candidata al Premio internazionale di poesia Piccapane

2 thoughts on ““Che ne sanno” by Angilletti Marco

  1. Quanta dolcezza, malinconia,profondità di sentire in parole che ricordano la vita, le esperienze vissute, gli occhi sgranati su un mondo amato e rimasto nel cuore e nell’anima come la più bella e feconda eredità che continua a dare i suoi frutti nella quotidianetà dei giorni.

  2. Bellissime queste creazioni “…nel ventre della terra/prima che un fiume/ di porpora acceso/mi bagni i peccati…”
    “…la quiete dell’anima/su un dondolo di ginepro…”
    Immagini che sprigionano profumi, visioni.
    Complimenti!

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