“In nome dei pani” by Riccardi Antonella

campo_di_grano_esteso

In un cammino di sapienza

muovono prostrati bovi

a strascicar le tregge colme

sui campi d’oro;

dietro, ansimi d’uomini

a menar le bestie

nella vampa del giorno.

Dall’ora che dà salmodia al gallo

fino a che lento si chiude il cielo,

vanno bovi e uomini in pia alleanza.

Nella luce fioca che s’avvia a rischiarar

le sagome incerte della terra,

in nome dei pani cari e santi vanno:

chi a mugghiar pasture e greppia,

chi a sospirar focolare e grani.

E quando l’ultimo raggio le zolle avviva,

una congiunta prece penetra il silenzio:

“Deh, per sì provvida messe, ci guardi l’ Altissimo

da invidia di popolo e da mala stagione!”

Qual propizio responso,

latrati fondi e odor di stoppie

dilatano al crepuscolo.

Poesia candidata al Premio internazionale di poesia Piccapane

3 thoughts on ““In nome dei pani” by Riccardi Antonella

  1. Quanta lirica in questi versi pregni di sentire d’amore per la terra e per l’uomo che la coltiva . E c’è la musica dell’anima che vibra tra le parole.

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