“Le macchine fotografiche piangono” by Fabio Piana

foto

Le macchine fotografiche piangono

In un mondo in cui noia e conseguente nulla

prevalgono sulla realtà apparente

ci si invecchia prematuri

cercando continuamente ciò che mai saremo,

o che comunque ci sarà privato

e a quel punto

non ci saranno più

immagini da immortalare

niente più battaglie da combattere

ma solo il ricordo

di una guerra che hai sempre perso

ma in cui non sei mai morto.

3 thoughts on ““Le macchine fotografiche piangono” by Fabio Piana

  1. Il poeta ha dà al mondo uno sguardo disincantato, si lascia prendere da una visione pessimistica senza orizzonti tinti di speranza.
    Sono momenti in cui la penna si lascia trasportare da un pensiero pessimistico su cui noi vogliamo aprire uno squarcio di cielo chiaro, pensando che al poeta è sempre concesso rappresentare il momento.

  2. La partenza dalle macchine fotografiche è bella è certamente originale, Rimarchevole il finale. La brevità da slancio alla poesia. Certo è un po’ mesta, ma non è questa una delle corde preferite dai poeti?

  3. La realtà della fotografia, può portare a prospettive diverse, a seconda del punto di intenzione e della storia che si vive. Pretendendo che il mondo intorno è fatto di noia, non si agevola un presente attuale, che invece è molto più ricco di capacità di interesse, fra contesti e sperimentazioni molto varie, ricche e fruttuose di significati.
    Quasi si nota una persona che appassisce in fretta, senza fermarsi a cogliere un valore culturale e intenso, che la propria ricerca, può far migliorare e valorizzare e non dimenticare nella poca accortezza.

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