4 thoughts on “DIALOGO CON IL PAPA’ MY DAD IS VERY ORRIBLE by Francesca Facoetti

  1. Le parole esprimono quello che c’è nel cuore e molto spesso le persone non si rendono conto del male che fanno.; esse scendono nell’anima e scavano solchi indelebili: Il dolore provato nell’infanzia rimane col danno subito e non si cancella mai, quando poi ci viene da un padre è proprio imperdonabile e tutto questo accade ancora ogni giorno nelle mura di casa che se potessero parlare si sentirebbero fino in cielo le dolorose urla dei figli incolpevoli di averli come genitori.

  2. PSICOLOGIA FAMILIARE ( LA VECCHIAIA E LA VECCHIEZZA)

    ( Vladimiro Rinaldi. Sito web : http://www.apoesidi.com)

    I padri un giorno furono bambini e le madri un giorno furono bambine. E nonostante noi figli li vediamo adulti come se lo fossero sempre stati,adulti,i genitori, tanto loro quanto noi resteremo tutta la vita ANCHE bambini e bambine.Non rendersene conto rende complicata la comunicazione ,la sopportazione ,e procuriamo molte sofferenze credendoci semplicemente delle persone adulte,che hanno…capito tutto della vita. Invece abbiamo tutti e tutte al mondo bisogno di pace,rispetto,amore.Specialmente nei rapporti familiari. Chi fa pace per primo e’ migliore.In famiglia,almeno,e tra amici. Restare un po’ o tanto ragazzini o ragazzine non vuol dire non cercare di fare BUON USO di questo dono dell’ animo umano.Aiuta a crescere meglio.Non e’ una contraddizione ma una semplice verita’.

    E’ la parte salvifica,quella che resiste la vecchiezza, perche’ nasciamo e moriamo con una parte di noi che resiste la vecchiezza,la parte in noi splendidamente,e naturalmente, partigiana. E a differenza della vecchiaia ,che e’ un’ altra cosa, la quale e’ biologica e non si puo’ fermare e ci rende fragili,ci avvicina alla morte ,la vecchiezza ci rende depressi e depresse e come pietrificati e pietrificate dentro l’ animo.Dovremmo avvertire piu’ senso della gratitudine alla vita e non dovremmo portare a lungo il broncio ai genitori e ai figli. Dovremmo diventare tutti e tutte al mondo operatori e operatrici di pace e non ci sarebbero piu’ le ingiustizie e le guerre. Ricordando che siamo tutti e tutte anche dei ragazzini e delle ragazzine, tutta la vita.

    Vladimiro Rinaldi ( apoesidi)

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