“La stagione tua” by Castagnaro Eugenio

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La Stagione tua, la mia d’un Tempo …

Una madre putativa che per stramba dignità,

al rimpianger la nascondi

ma palesi allorchè ti ostini a fingere …

“Non deprimerti più figlio, del cinereo

che traluce dentro il Borgo

né a negarti a quel paesaggio tu,

dettaglio d’una Vita

di quel guardo primordiale nelle forme

e raccogli per intero quel bagaglio

assieme a tutte le sue orme!”.

Seduzioni giuste quelle d’un onesto vanto,

ogni briciola di Tempo: un minuzzolo morente

d’una età vissuta a pelle

e marcata del suo carme così tanto dolcemente

già da allora quando bimbo, ne intonavo mesto il pianto.

Questo adesso lieto e pronto al dipanarsi è là

ch’io alimento sino a dentro l’ossa il canto

oltre i gaudi e i gradimenti della carne! …

“Quel brusio che senti, figlio, è soltanto la tua gente

adornata di coscienza e convinzione …

Non schiacciar le tue Memorie

per un sogno accattivante

laggiù in fondo, oltre la Stazione! …”.

“Sposta un po’ più in là lo sguardo

alle antiche Terre, al Borgo,

è un fruscio di Vita quello

che respira nelle valli

con l’odor di muschio e pioggia,

di fienili, con le stalle ed i cavalli! …”.

 

“Nelle pieghe di quel mondo grigio figlio,

c’è onestà e compiacenza …

L’ artigiano sta in bottega nel suo impegno;

nella piazza c’è silenzio e l’idioma nella voce

di quel vecchio mentre occhieggia.

Tutto il resto ripetuto a recitare

la sua strofa sempre eguale che non muore! …

Il lavoro solamente è latitante, tra quei vecchi

poco parla e si racconta della gioventù fiorente,

di codesta non v’è segno aimè … Ch’essa disillusa manca! …”.

 

“… e sarai crucciato al mento

quando intento a meditar partenze,

una corda di delizia e sofferenza

io lo so, è là che stringe,

mentre il core coi suoi palpiti cadenza! …”.

Nel corretto amar suadente,

col riguardo che palesa, che distingue, vedi? …

Questa è la tua gente figlio, ed è Vita che non mente.

Vivi allor la tua Stagione qua, ritroverai il tuo sangue! …

Mentre il Sogno tra i suoi veli, chissà dove si confonde! …

Poesia candidata al Premio internazionale di poesia Piccapane

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